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Balneari: «Noi dimenticati, pronti alla mobilitazione»

Fondi per le spiagge libere, è scontro in Sicilia

di Pinella Rendo -

A dare voce al malcontento è Antonello Firullo, portavoce della categoria, che in una nota indirizzata all’Assessore al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, denuncia quella che definisce una totale mancanza di rispetto verso chi, ogni giorno, gestisce il demanio marittimo. Al centro della polemica non c’è solo il nuovo stanziamento, ma un paradosso normativo che dura dal 1998. Secondo i balneari, la Regione starebbe investendo su “nuovi” servizi mentre ignora la Legge Regionale n. 17, che obbligherebbe l’ente a finanziare il servizio di vigilanza e salvataggio.

«Da oltre un quarto di secolo la Regione non eroga le somme dovute per i bagnini nelle spiagge libere», dice Firullo. «Oggi quel servizio, fondamentale per la vita dei bagnanti, è garantito solo da noi concessionari a nostre spese, con torrette, infermerie e defibrillatori». I concessionari temono che i fondi destinati ai Comuni possano tradursi in attività “ibride” o provvisorie che finirebbero per fare concorrenza sleale alle imprese stabili.

La richiesta è chiara: regole certe e, soprattutto, coinvolgimento nelle decisioni. «Siamo noi a versare 11 milioni di euro l’anno nelle casse regionali e a garantire decoro a spiagge che un tempo erano discariche abbandonate», prosegue il comunicato. Resta ora da capire se l’Assessore Savarino aprirà un tavolo di confronto per placare gli animi prima dell’inizio della stagione estiva o se lo scontro è destinato a spostarsi dalle scrivanie della politica alle spiagge dell’isola.