Attualità

Bandiere rosse contro i governi di Roma e Palermo

Lavoratori, precari, pensionati e studenti allo sciopero indetto dalla Cgil contro la manovra finanziaria

di Piero Messina -

Esiste un Dio Laico che protegge i lavoratori e i precari? Sì, a giudicare dal sole abbagliante che ha accompagnato il corteo di bandiere rosse lungo  il centro storico di  Palermo nel giorno dello sciopero nazionale generale indetto della Cgil. E se le rivendicazioni sul piano nazionale parlano di una protesta contro una finanziaria ritenuta ingiusta e poco equa, la declinazione siciliana della protesta prende di mira anche la manovra di bilancio della Regione siciliana.

L’universo della protesta era un contenitore multicolore e multi dimensionale: lavoratori, precari, disoccupati, Studenti e docenti universitari, tutti in marcia per rivendicare quei diritti e quelle speranze che nella narrativa di chi protesta vengono negate sia dal governo nazionale sia dall’esecutivo regionale. Sono tanti i dossier delle crisi aperte rivendicate dalla piazza, e la situazione è aggravata da una fragilità economica delle classi più marginali, dati che sembrano contraddire le prospettive di crescita e sviluppo evocate dalla maggioranza che governa l’isola.

Il segnale dalla piazza dovrà essere raccolto, soprattutto perché la manifestazione ha visto la partecipazione trasversale, per quel che riguarda la Sicilia, del fronte politico dell’opposizione. Al corteo, infatti hanno partecipato esponenti del Movimento Cinque stelle e del Partito Democratico. Sullo sfondo c’è anche la questione morale, un vulnus che sembra dimostrare – per chi ha aderito alla protesta –  che l’esercizio del buon governo sia una chimera da sacrificare sull’altare degli interessi di parte e di partito.