Messina

Basile stravince, crolla il pd, arranca il centrodestra

Negli altri fronti si registra il crollo del Pd che perde dieci punti di percentuale rispetto a 4 anni fa e il M5S resta fuori dall’aula. Arranca il centro destra e per la prima volta Forza Italia non raggiunge la soglia del 5% al Comune

di tcf -

La vittoria è netta, Federico Basile conquista il secondo mandato lasciando dietro i suoi avversari e di tanto: quattro volte rispetto al dato della candidata del centro sinistra e il doppio rispetto al candidato di centro destra. Basile è sindaco con il 58, 47%, secondo è Marcello Scurria che sfiora il 27%, terza Antonella Russo con 12,12%, quindi Gaetano Sciacca 1,71% e Lillo Valvieri con 0,74%. I messinesi hanno confermato la fiducia al sindaco uscente che guadagna oltre 13 punti in più rispetto al 2022, sebbene a pesare sul dato finale sia stato l’effetto trascinamento delle 15 liste a sostegno.

Non a caso delle 15 solo 5 hanno superato la soglia del 5%, pertanto i 20 seggi del consiglio comunale saranno distribuiti, con il metodo d’hondt solo a queste ultime. Esultano Cateno De Luca e Federico Basile che portano a casa anche il premio di maggioranza e le vittorie che si profilano, con lo stesso sistema della proliferazione delle liste nelle sette circoscrizioni. Se è vero che i deluchiani sono andati con il vento in poppa dall’altro lato si registra il crollo del centro sinistra. La candidata sindaca Antonella Russo non raggiunge il 13%, perdendo rispetto a Franco De Domenico nel 2022 quasi dieci punti. Un crollo che fa riflettere e che sta già portando a richieste di dimissioni. E’ vero che nelle fila di Sud chiama Nord sono transitati esponenti provenienti da sinistra e da destra ma è altrettanto vero che la distanza tra partito ed elettori si fasempre più ampia. Lo stesso tema del ponte è stato ininfluente rispetto all’esito delle urne. Il M5S nonostante la presenza di alcuni candidati in lista di Controcorrente per la seconda volta resta fuori dal consiglio comunale.

Ed anche questo è un elemento che deve fare riflettere la città che negli anni d’oro dei pentastellati aveva fatto il pienone. Se a sinistra si piange a destra non c’è da sorridere. Il candidato Marcello Scurria si ferma sostanzialmente sulla stessa percentuale di Maurizio Croce del 2022, mentre è la coalizione che perde circa 5 punti rispetto a 4 anni fa. Nella città che è stata roccaforte azzurra per la prima volta Forza Italia non supera la soglia del 5%, nonostante Scurria sia stato espressione del partito e fortemente voluto dalla sottosegretaria Matilde Siracusano. Marcello Scurria incassa la sconfitta, evidenzia l’anomalia del voto di trascinamento e si prepara al ruolo di capo dell’opposizione di centro destra in Aula. Sicuramente non è contento del risultato Gaetano Sciacca che si ferma all’1,71% e commenta meglio regnare all’inferno che servire in paradiso.

Contento d’aver comunque partecipato è Lillo Valvieri che si tiene stretto il suo 0,74%. Senza dubbio è l’ora delle riflessioni nei due campi avversi, tra recriminazioni interne e presa di coscienza di errori e limiti. Ma la riflessione durerà poco perché è già tempo di campagna elettorale per le regionali con Cateno De Luca che farà pesare come oro le due vittorie, Messina e Barcellona e tutto questo indipendentemente da eventuali ricorsi post voto.