Attualità
Bimbo morto a 6 anni: il Policlinico condannato a 1,5 mlm
Il piccolo morì per una chetoacidosi diabetica scambiata per una banale influenza. La perizia: "Sopravvivenza possibile nel 99% dei casi"
Una diagnosi errata, indagini superficiali e una terapia idratante tardiva e insufficiente. Sono queste le pesanti conclusioni della Corte d’Appello di Catania che ha condannato il Policlinico universitario al pagamento di 1,5 milioni di euro in favore dei familiari di un bambino senegalese di soli sei anni, deceduto il 10 giugno 2019.
La sentenza, ora passata in giudicato, mette la parola fine a una vicenda giudiziaria che ha trasformato un mal di pancia in una tragedia evitabile. Tutto inizia la mattina del 10 giugno 2019. Il bambino arriva al pronto soccorso del Policlinico con forti dolori addominali e vomito. Dopo appena due ore, viene dimesso con una diagnosi di verosimile virosi.
Ma il dolore non cala, anzi peggiora drasticamente. Nel pomeriggio i genitori tornano in ospedale disperati. Nonostante il quadro clinico in peggioramento, i medici confermano la diagnosi iniziale, limitandosi a un trattamento reidratante. Poche ore dopo, il cuore del piccolo smette di battere. Secondo i periti, i medici omisero di eseguire gli accertamenti necessari per rilevare la chetoacidosi diabetica, una complicanza del diabete rilevabile con un semplice esame delle urine. La relazione tecnica è impietosa: una condotta “aggressiva” e adeguata fin dall’inizio avrebbe garantito la sopravvivenza del bambino nel 99% dei casi.
La patologia, definita dai periti come “perfettamente trattabile”, è stata invece ignorata fino all’esito fatale. I genitori e i fratellini della vittima, assistiti dagli avvocati Seminara e Gagliano, hanno ottenuto giustizia dopo sei anni di battaglie legali.
Già nel 2024 il giudice di primo grado aveva stabilito il risarcimento milionario, decisione ora confermata e blindata dalla Corte d’Appello, che ha rigettato il ricorso del Policlinico condannandolo anche al pagamento delle spese legali.