Attualità

Blocco trasporti, vertice a Roma martedì prossimo

Il Comitato Siciliano avvisa, "Senza accordo la protesta va avanti"

di Leuccio Emmolo -

 È fissato per il prossimo martedì a Roma il tavolo di confronto tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i rappresentanti del Comitato Trasportatori Siciliani (CTS). Una convocazione attesa che arriva nel pieno di una mobilitazione dura, segnata dal fermo dei mezzi pesanti che sta paralizzando il comparto logistico dell’Isola.

Nonostante la Regione siciliana abbia recentemente stanziato trenta milioni di euro a sostegno della categoria, la partita decisiva si gioca ora nella Capitale. L’obiettivo primario del CTS è chiaro: strappare al Governo un protocollo d’intesa formale che contenga impegni e scadenze certe sulle misure urgenti richieste dagli autotrasportatori.

Al centro dell’agenda ci sono le emergenze economiche che stanno mettendo in ginocchio le imprese locali. Il primo fronte caldo è rappresentato dal caro gasolio: la categoria denuncia costi operativi ormai insostenibili e chiede con forza interventi mirati per abbattere il prezzo del carburante, ipotizzando anche l’introduzione di un credito d’imposta. La richiesta sul tavolo è precisa: una riduzione compresa tra i 30 e i 40 centesimi al litro, ritenuta vitale per evitare la chiusura di centinaia di aziende.

Accanto al carburante pesa l’emergenza legata ai collegamenti marittimi, considerata una voce di spesa insostenibile per la continuità territoriale delle merci siciliane verso il continente.

Tuttavia, la convocazione ufficiale a Roma non equivale alla revoca della protesta. Il fermo dei mezzi pesanti resta confermato e la mobilitazione andrà avanti in attesa dell’esito dell’incontro e della firma del protocollo d’intesa. In assenza di risposte concrete e risorse immediate da parte dell’Esecutivo, il Comitato è pronto a prolungare il blocco fino al prossimo 27 ottobre.

Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato la disponibilità al dialogo. Ricordando gli impegni istituzionali già calendarizzati,  tra cui il tavolo tecnico in Prefettura a Milano con sindacati e categorie, il Ministro ha aperto alla delegazione meridionale, preannunciando l’intenzione di dedicare un focus specifico alle istanze provenienti da Sicilia, Calabria e Puglia.

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La palla passa ora al Governo: le aperture politiche dovranno tradursi in provvedimenti rapidi per disinnescare una crisi che rischia di bloccare l’intera economia del Mezzogiorno.