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Boom di contratti pirata: la CGIL lancia Occhio al Contratto

Precarietà record e lavoro povero nella provincia di Ragusa: quasi 8 assunzioni su 10 sono a tempo determinato e una su quattro riguarda contratti irregolari. La CGIL presenta il Report 2024 e propone ‘Occhio al Contratto’, la nuova app per verificare in tempo reale la regolarità del proprio contratto di lavoro.

di v. di rosa - c. scucces -

Dumping contrattuale e lavoro povero: nella provincia di Ragusa il fenomeno ha numeri precisi. A fotografarli è il Report 2024 della CGIL, presentato oggi insieme a “Occhio al Contratto”, un nuovo strumento digitale a tutela dei lavoratori. Nel solo 2024 si contano oltre 102 mila assunzioni, ma quasi l’80% è a tempo determinato. In alcuni casi, lo stesso lavoratore arriva a firmare fino a 70 contratti in un anno. Preoccupante anche il ricorso ai cosiddetti contratti pirata: quasi un’assunzione su quattro avviene con contratti non sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi.

Il fenomeno riguarda soprattutto commercio, servizi, turismo e ristorazione. I territori più colpiti sono Ragusa e Modica, con criticità particolarmente forti nel settore manifatturiero. Le donne risultano tra le più penalizzate, con una maggiore incidenza proprio nei contratti irregolari, sebbene proprio ieri in finanziaria regionale sia passato l’emendamento proposto dal deputato del Partito Democratico all’Ars, Nello Dipasquale, che prevede un aumento del contributo del 5% per gli imprenditori che assumono donne. Il problema, comunque, rimane.   

Al centro dell’iniziativa anche “Occhio al Contratto”, una web app ideata dalla CGIL di Ragusa che permette ai lavoratori di verificare in pochi secondi se il proprio contratto è regolare o pirata, semplicemente inserendo il codice CCNL. In conferenza stampa è stato anche illustrato questo strumento innovativo che restituisce consapevolezza ai lavoratori. La CGIL chiede più controlli, trasparenza e l’obbligo del codice CNEL in busta paga. Il report diventa così una base di confronto con istituzioni e imprese per contrastare il lavoro povero e ristabilire regole certe nel mercato del lavoro ibleo.