Attualità

Bufera sull’Ast, stipendi in ritardo e ricorso a servizi privati

Nel mirino la gestione del presidente Luigi Genovese, ex deputato Mpa. Bloccate le assunzioni, nessuna certezza sul rinnovo dei contratti ai precari

di Piero Messina -

Scoppia la polemica sulle scelte dell’Ast, l’azienda siciliana dei trasporti, di proprietà della regione, tra tagli al personale, esternalizzazioni e polemiche arrivate fino al Parlamento.

Sotto osservazione le scelte del presidente Luigi Genovese, ex deputato MPA. Dopo il blocco del concorso per autisti – fermato tra le polemiche per la mancata stabilizzazione dei precari – l’azienda ha avviato una procedura per affittare autobus da società private, completi di autista e personale per i biglietti. Un’operazione che costa fino a 290 euro al giorno per mezzo, più 1 euro e 50 al chilometro.

A questo si aggiunge una direttiva interna che chiede alle sedi periferiche di quantificare gli esuberi, mentre si avvicina la scadenza dei contratti di 156 lavoratori precari. L’obiettivo è ridurre il ricorso al personale in somministrazione.

Intanto cresce la tensione tra i lavoratori. I sindacati denunciano ritardi negli stipendi e totale incertezza per gli interinali, con contratti in scadenza e nessuna comunicazione sul rinnovo.

Dura anche la presa di posizione politica. Dal Movimento 5 Stelle si parla di gestione fallimentare e si chiede un intervento immediato della Regione, tra concorsi revocati, mezzi insufficienti e crescente ricorso ai privati.

Restano inoltre dubbi sugli standard di sicurezza applicati al personale delle aziende esterne, non sempre chiari rispetto a quelli richiesti ai dipendenti Ast.

Non è la prima volta che l’Ast finisce nella bufera. Anche l’inchiesta che ha portato ai domiciliari l’ex presidente della regione Cuffaro è nata da un serie di intercettazioni telefoniche che avevano al centro il tentativo, non riuscito, di privatizzare l’azienda regionale.