Attualità
Bufera sull’Ast, stipendi in ritardo e ricorso a servizi privati
Nel mirino la gestione del presidente Luigi Genovese, ex deputato Mpa. Bloccate le assunzioni, nessuna certezza sul rinnovo dei contratti ai precari
Scoppia la polemica sulle scelte dell’Ast, l’azienda siciliana dei trasporti, di proprietà della regione, tra tagli al personale, esternalizzazioni e polemiche arrivate fino al Parlamento.
Sotto osservazione le scelte del presidente Luigi Genovese, ex deputato MPA. Dopo il blocco del concorso per autisti – fermato tra le polemiche per la mancata stabilizzazione dei precari – l’azienda ha avviato una procedura per affittare autobus da società private, completi di autista e personale per i biglietti. Un’operazione che costa fino a 290 euro al giorno per mezzo, più 1 euro e 50 al chilometro.
A questo si aggiunge una direttiva interna che chiede alle sedi periferiche di quantificare gli esuberi, mentre si avvicina la scadenza dei contratti di 156 lavoratori precari. L’obiettivo è ridurre il ricorso al personale in somministrazione.
Intanto cresce la tensione tra i lavoratori. I sindacati denunciano ritardi negli stipendi e totale incertezza per gli interinali, con contratti in scadenza e nessuna comunicazione sul rinnovo.
Dura anche la presa di posizione politica. Dal Movimento 5 Stelle si parla di gestione fallimentare e si chiede un intervento immediato della Regione, tra concorsi revocati, mezzi insufficienti e crescente ricorso ai privati.
Restano inoltre dubbi sugli standard di sicurezza applicati al personale delle aziende esterne, non sempre chiari rispetto a quelli richiesti ai dipendenti Ast.
Non è la prima volta che l’Ast finisce nella bufera. Anche l’inchiesta che ha portato ai domiciliari l’ex presidente della regione Cuffaro è nata da un serie di intercettazioni telefoniche che avevano al centro il tentativo, non riuscito, di privatizzare l’azienda regionale.