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C.A.S. dopo la revoca, collabora sulla fornitura dei pasti
Ieri la Capitaneria di Porto di Siracusa ha intercettato due imbarcazioni pieni di immigranti clandestini al largo di Siracusa. Dopo la revoca del rapporto di collaborazione il C.A.S. di Rosolini è stato contatto dalla Prefettura di Siracusa per fornire i bags accoglienza e i pasti. Vediamo.
Le operazioni di trasbordo sono iniziate durante le prima luci dell’alba: 150 migranti sono arrivati al porto di Augusta ieri. La maggior parte uomini, 6 donne, 5 bambini e un neonato, sono stati accolti dalla Frasca Alessandro Sas, società che gestisce il Centro di Accoglienza Straordinaria di Rosolini ma che in questo caso ha fornito assistenza e pasti ai migranti. Ieri sembra abbia ripreso la collaborazione anche se in forma diversa appunto tra la Prefettura di Siracusa e il titolare del C.A.S. di Rosolini. Non vi è più un rapporto di collaborazione per l’utilizzo del C.A.S. ma per la fornitura dei pasti ai migranti, sì. Nelle settimane scorse, infatti, il titolare del C.A.S. aveva protestato davanti alla sede della Prefettura, aveva inviato un esposto in Procura, missive e diffide sui ritardi nei pagamenti, subito dopo è arrivata la revoca del rapporto di collaborazione. Il titolare lamentava ritardi nei pagamenti e più volte si era rivolto alla Prefettura di Siracusa chiedendo collaborazione. La cifra, così come scritto nelle missive inviate alla Prefettura, si attesterebbe intorno ai 2 milioni di euro, di cui circa 550mila decurtati in base all’esistenza di alcune penali elevate nel corso del 2025. Sono 110 gli ospiti del C.A.S. di Rosolini che presto dovranno essere trasferiti in un’altra struttura mentre la società che lo gestisce e i suoi dipendenti si ritroveranno a fare i conti con un’amara sorpresa in vista delle feste natalizie. Il titolare si dichiara sempre pronto a riprendere la collaborazione ma nel frattempo la risoluzione del contratto, secondo quanto anticipato dall’avvocato Spatola sarà impugnata dalla società.