Cronaca

Calci alle porte e maschere: sgominata la banda dei furti a Noto

È scattata nelle prime ore della mattinata l’operazione congiunta dei Carabinieri della Stazione di Noto e della Polizia di Stato del Commissariato di pubblica sicurezza, con l’esecuzione di misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Siracusa nei confronti di tre persone ritenute responsabili di una serie di reati contro il patrimonio

di Chiara Scucces -

Non solo colpi messi a segno di notte, ma anche in pieno giorno e in strade trafficate. A Noto tre persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato su disposizione del GIP del Tribunale di Siracusa. Sono accusate di una serie di furti e di una tentata rapina avvenuti tra novembre e gennaio. Le immagini diffuse dagli investigatori mostrano modalità particolarmente audaci; le telecamere di sorveglianza riprendono uno degli episodi più eclatanti: un uomo che, con un calcio, sfonda la porta d’ingresso di un’abitazione. Non è notte fonda. L’azione avviene in una strada trafficata, mentre un complice resta appoggiato con apparente nonchalance a un’auto parcheggiata, come se stesse semplicemente aspettando qualcuno. In altre immagini si vedono i presunti autori con il volto coperto da maschere e travisamenti, utilizzati per eludere le telecamere di videosorveglianza disseminate nella zona.

E ancora: l’ingresso in un’abitazione attraverso una finestra posta ad almeno due metri e mezzo d’altezza. Un’azione rischiosa, non solo per i proprietari derubati ma anche per gli stessi ladri, che si arrampicano senza esitazione pur di introdursi all’interno.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero nove gli episodi contestati – tra furti in abitazione, colpi in esercizi commerciali e una tentata rapina – concentrati tra la fine di novembre 2025 e gennaio 2026 nel territorio di Noto.

Un’escalation che aveva alimentato allarme tra i residenti.

Determinante l’attività investigativa congiunta tra Carabinieri e Polizia di Stato: l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, incrociata con la conoscenza del territorio e di soggetti già noti per reati contro il patrimonio, ha consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto grave dall’autorità giudiziaria.

Per uno degli indagati è stata applicata la misura più severa, in considerazione del numero degli episodi contestati e dei precedenti specifici.