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Caldo: luglio picco di decessi over 65 tra Palermo e Messina

Durante la terza ondata di calore che la Sicilia mostra la sua vulnerabilità, con un eccesso significativo di morti per gli over 65 a Palermo e Messina e una pressione crescente sui pronto soccorso dell'Isola

di Pinella Rendo -

Luglio 2026 entra ufficialmente negli annali come il mese più caldo di sempre a livello globale, portando con sé un conto pesante in termini di impatto sanitario, soprattutto per la popolazione più fragile. A tracciare la mappa del disagio bioclimatico è il Rapporto mensile (1-31 luglio 2026) pubblicato dal Ministero della Salute, che mette a nudo gli effetti delle prolungate ondate di calore che hanno attraversato la Penisola. Se a livello nazionale la mortalità generale per la fascia d’età tra i 64 e gli 84 anni è rimasta complessivamente al di sotto delle attese, il quadro cambia radicalmente restringendo il campo d’osservazione alla popolazione dei grandi anziani (over 85), che registra un balzo dell’8% nei decessi. È tuttavia nel Mezzogiorno — e in particolare in Sicilia — che la morsa dell’afa ha picchiato duro, concentrando le criticità più severe durante la terza ondata di calore del mese.

Palermo e Messina compaiono tra le poche città italiane ad aver evidenziato un eccesso significativo della mortalità nella popolazione over 65, affiancandosi a Reggio Calabria e Cagliari nell’elenco dei centri urbani più colpiti dal caldo estremo. A differenza di gran parte del territorio nazionale — dove l’afflusso alle strutture d’urgenza è rimasto contenuto —, la Sicilia ha registrato, assieme al Lazio e al Veneto, lievi incrementi di accessi nei pronto soccorso, con il presidio di Palermo particolarmente sollecitato dalle complicanze dovute alle elevate temperature.

A determinare la criticità dell’Isola sono state le marcate anomalie termiche registrate per l’intero arco del mese, con scostamenti della temperatura massima e della temperatura percepita costantemente superiori ai valori di riferimento climatico. L’effetto combinato di altissima umidità e temperature minime costantemente elevate durante le ore notturne non ha concesso tregua all’organismo dei soggetti cardiopatici e con patologie croniche. Il report ministeriale conferma così come l’Isola continui a rappresentare uno dei fronti più esposti d’Europa di fronte al cambiamento climatico, dove l’intensificarsi delle bolle di calore africano richiede un continuo rafforzamento dei piani di prevenzione e dell’assistenza territoriale per la tutela degli anziani e dei fragili.