Attualità
Caldo record a Gela, l’allarme della Fillea CGIL
L’allarme del sindacato si inserisce in un contesto già definito critico dalle istituzioni
Mentre il termometro continua a superare i 35 gradi percepiti e il Comune invita i cittadini a restare al riparo nelle ore più calde, nei cantieri si continua a lavorare. Una contraddizione che alimenta polemiche e preoccupazioni, soprattutto alla luce dell’ordinanza regionale che vieta le attività edili. A denunciare la situazione è la Fillea CGIL di Caltanissetta, che parla di un mancato rispetto “diffuso e sistematico” delle disposizioni regionali.
“La sicurezza sul lavoro non può essere subordinata alle esigenze produttive, soprattutto in una fase caratterizzata da temperature eccezionali” denuncia il segretario della Fillea CGIL, Franco Cosca, che chiede un intervento immediato degli organi di vigilanza e sanzioni per le aziende che non rispettano le prescrizioni. Cosca sottolinea come il rischio di colpi di calore, disidratazione e malori sia ormai concreto e quotidiano, ricordando che le norme esistono proprio per evitare tragedie annunciate.
L’allarme del sindacato si inserisce in un contesto già definito critico dalle istituzioni. Il sindaco di Gela, infatti, ha informato la cittadinanza dell’arrivo di una intensa ondata di calore, sulla base dell’avviso straordinario diramato dal Dipartimento regionale della Protezione Civile. Il Comune ha attivato il Piano comunale di Protezione civile e invita i cittadini a evitare qualsiasi attività all’aperto tra le 11 e le 18, a idratarsi frequentemente e a prestare particolare attenzione alle persone più fragili. Le raccomandazioni sono chiare: restare in ambienti freschi, evitare sforzi fisici, non lasciare mai persone o animali all’interno delle auto e prestare la massima attenzione al rischio incendi, segnalando immediatamente eventuali focolai ai numeri di emergenza.
Ed è proprio qui che emerge il paradosso. Se da un lato ai cittadini viene chiesto di limitare al massimo l’esposizione al sole nelle ore più calde, dall’altro molti operai continuano a lavorare sotto temperature proibitive, spesso su ponteggi, coperture e superfici che amplificano ulteriormente il calore.