Attualità
Caos voli dopo l’eruzione: tariffe alle stelle e disagi per i passeggeri
La cenere dell'Etna concede una tregua e lo scalo di Catania riapre, ma i disagi subiti da migliaia di viaggiatori aprono un duro fronte di scontro politico e legale
Catania torna a volare, ma lo strascico dell’ennesima parziale chiusura dello scalo etneo lascia dietro di sé una scia di rabbia, disagi e speculazioni. È bastato lo stop forzato causato dalla cenere vulcanica per far saltare, ancora una volta, la tenuta del sistema dei trasporti isolano, trasformando il diritto alla mobilità in un percorso a ostacoli proibitivo. La denuncia politica è netta e punta dritta al Ministero delle Infrastrutture. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico e capogruppo in commissione Trasporti alla Camera, parla senza mezzi termini di tariffe schizzate alle stelle per i voli sostitutivi verso Roma da Comiso e Palermo. Barbagallo ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Matteo Salvini, accusando il governo di non controllare né pianificare, lasciando centinaia di passeggeri privi di comunicazioni preventive e di servizi sostitutivi adeguati. Sotto accusa anche la comparsa di sciacalli che hanno lucrato sui trasporti privati su gomma verso gli scali operativi. Ma la protesta si sposta rapidamente dalle aule parlamentari alle tutele legali. L’associazione dei consumatori Adoc ha annunciato l’intenzione di mettere formalmente in mora la compagnia Ryanair, avviando le procedure per il risarcimento dei danni. Il caso limite si è registrato nella notte tra domenica e lunedì a Trapani, dove oltre mille passeggeri dirottati sono stati costretti a passare la notte sui pavimenti dell’aeroporto, in attesa di autobus sostitutivi giunti solo all’alba. Una situazione aggravata, secondo l’Adoc, dagli annunci a bordo che rassicuravano circa la presenza di navette pronte, poi rivelatesi inesistenti. L’associazione ricorda che, sebbene l’evento naturale rappresenti una causa di forza maggiore, l’obbligo di assistenza a carico del vettore, che comprende vitto, alloggio e trasporti, sussiste sempre e non prevede deroghe. Un trattamento definito degradante che, superando la normale tollerabilità contrattuale, ha causato un obiettivo stato di prostrazione psicofisica a cittadini e turisti rimasti bloccati.