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Cappella San Giorgio, un’assenza notata e fatta notare

La consegna della cappella di San Giorgio a Modica, si è svolta senza che sia stata invitata la sindaca Maria Monisteri che parla di sgarbo istituzionale.

di Chiara Scucces -

Guardate bene questa foto: chi riconoscete dell’attuale amministrazione di Modica? I  più attenti ed informati, riconosceranno qualche consigliere comunale, quelli che ormai vengono definiti abbatiani: Paolo Nigro, Elena Frasca, Miriam Franzò, Gianmarco Covato. E nessuno più; saranno bastati per rappresentare l’attuale amministrazione di Modica? Qualcuno potrebbe pensare di sì, ma sappiamo tutti che non è così. E lo sa perfettamente la sindaca Maria Monisteri che questa mattina con uno stringato comunicato fa sapere a tutti di aver appreso dalla stampa e dai social della consegna dei lavori alla Cappella di San Giorgio, chiesa simbolo di Modica e patrimonio dell’Umanità. Nelle scorse settimane, scrive la sindaca, una similare consegna era avvenuta alla chiesa del Carmine. In entrambi i casi, committente la Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali, non è stato invitato il sindaco di Modica. Lo sgarbo non è stato fatto a Maria Monisteri persona ma, istituzionalmente, al Sindaco della Città che, come tale, rappresenta la Nostra Comunità. E’ Modica, sono le Modicane e i Modicani ad avere subito una grave mancanza di rispetto. Ne prendo atto senza indulgere oltre”. Insomma, la sindaca ci passa sopra la prima volta, ma non la seconda….e soprattutto quando si tratta di San Giorgio.  Probabilmente Maria Monisteri non era in casa, ieri pomeriggio, quando è avvenuta la consegna, impossibile non accorgersi dell’afflusso di gente in un momento in cui, oggettivamente, non è alta stagione turistica. Lei, che abita a due passi dal Duomo di San Giorgio, si sarebbe accorta dell’andirivieni di ieri pomeriggio o, forse, se n’è accorta e, con la giusta tempistica, ha voluto far sapere di sapere. In maniera molto diplomatica la sindaca si rivolge solo alla Sovrintendenza, committente dei lavori, ma non bisogna essere particolarmente perspicaci per capire che anche quello che è avvenuto ieri pomeriggio è frutto della oramai conclamata rottura fra chi è stato mentore e chi è stato delfino politico; probabilmente il grosso dell’opinione pubblica non farà caso a questi episodi che sembrano caratterizzare la vita politica modicana, assopita fino a un mese e mezzo fa e all’improvviso tornata alla dialettica dei tempi passati. C’è di mezzo, però, una città in dissesto, che ha necessità di ripartire, di rivivere come merita e che forse ha bisogno della collaborazione istituzionale a tutti i livelli e non di scendere a questo livello.