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Carceri siciliane, UILPA: “Polizia Penitenziaria allo stremo tra aggressioni, ferimenti e indagini”

Per il rappresentante sindacale, la situazione nelle carceri è lo specchio di un problema più ampio

di Sergio Randazzo -

Nuova escalation di violenza nelle carceri siciliane dopo i poliziotti feriti all’Ucciardone e ad Augusta. A denunciarlo è Gioacchino Veneziano, dirigente nazionale della UILPA Polizia Penitenziaria, che parla di un sistema “ormai allo stremo”, dove gli agenti si ritrovano quotidianamente tra aggressioni, ferimenti e persino indagini a loro carico.

“Non riusciamo a capire – afferma Veneziano – come, davanti a una scia impressionante di violenze, le uniche soluzioni proposte continuino a essere aumento dei posti detentivi, indulti o amnistie”. Per il rappresentante sindacale, la situazione nelle carceri è lo specchio di un problema più ampio: “La società è cambiata. L’ordine pubblico affronta ogni giorno difficoltà crescenti nel garantire sicurezza. Se il cittadino vive paura, immaginiamo cosa accade in strutture non idonee a contenere soggetti sempre più violenti”.

Veneziano sottolinea come il lavoro quotidiano degli agenti sia spesso ignorato dall’opinione pubblica: “I non addetti ai lavori non sapranno mai il rischio altissimo di finire in ospedale o di ricevere un avviso di garanzia quando interveniamo per ristabilire ordine e disciplina in spazi ristretti, dove nessun manuale operativo può descrivere la tensione e il pericolo vissuti”.

Infine, il sindacalista punta il dito contro la mancanza di personale, il sovraffollamento e l’assenza di spazi per isolare i detenuti più pericolosi, quelli sottoposti al 14/bis o all’art. 32 dell’ordinamento penitenziario. “È indispensabile – conclude – che il ministro Nordio e la politica, oltre alle belle parole, intervengano con atti concreti per fermare lo stillicidio quotidiano di agenti feriti e indagati”.