Messina
Cardiochirurgia pediatrica ‘no agli accorpamenti’
La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina rischia di perdere autonomia. La struttura deve continuare a operare indipendente, garantendo cure eccellenti e sicurezza ai bambini siciliani e non solo
La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina resta al centro della polemica sanitaria in Sicilia. Il capogruppo del Movimento Cinque Stelle all’Ars, Antonio De Luca, ribadisce con forza che la struttura non deve essere accorpata né al policlinico Rodolico di Catania né all’ospedale Papardo di Messina. Per De Luca, ogni ipotesi di collegamento funzionale rischia di compromettere i risultati eccellenti raggiunti in quindici anni di attività.
La struttura vive da anni di proroga in proroga, complicando la programmazione di ricoveri, interventi e terapie, fondamentali per patologie cardiache congenite che richiedono percorsi complessi e prolungati. Nei mesi scorsi, l’assenza di certezze aveva già bloccato la pianificazione oltre il 31 dicembre, aumentando ansia tra famiglie e operatori sanitari. De Luca sottolinea come il cambio di posizione del Ministero – prima indicava Papardo e ora solo Catania – sembri più una scelta politica che tecnica. Alla Sicilia spetterebbe una sola cardiochirurgia pediatrica secondo il decreto ministeriale 70 del 2015, ma oggi ce ne sono due: Taormina, in convenzione con il Bambino Gesù, e Palermo, aperta nel 2023 in collaborazione con il Policlinico San Donato.
Il Movimento 5 Stelle ricorda, inoltre, che in Italia esistono già sette cardiochirurgie pediatriche che operano in autonomia senza essere collegate a reparti adulti, dimostrando che il modello Taormina è sostenibile e replicabile.