Attualità
Caro-spiagge: Sicilia la più economica d’Italia
Primo ponte estivo della stagione e scatta l'allarme sul caro-vacanze. Per migliaia di siciliani e turisti la stagione balneare è già nel vivo, portando con sé l'amara sorpresa dei rincari. Secondo l'ultimo report di Federconsumatori, le spiagge dell'Isola rimangono le più economiche d'Italia, ma nascondono un paradosso.
Il primo vero sole della stagione e le spiagge che tornano a riempirsi per il ponte del due giugno. Ma a rinfrescare gli entusiasmi di bagnanti e turisti ci pensano i listini prezzi dei lidi. La denuncia arriva dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori e dalla Fondazione Isscon: la Sicilia si conferma l’isola più economica d’Italia per i servizi balneari, ma i suoi prezzi stanno correndo senza sosta, crescendo molto più velocemente rispetto al resto del Paese. Nel 2026, infatti, i costi di ombrelloni, lettini e abbonamenti nell’Isola sono schizzati verso l’alto del 4,3% rispetto allo scorso anno. Una stangata netta, se si pensa che la media nazionale si ferma al 2,7% e l’inflazione generale del Paese non dovrebbe superare il 3%.
Prendere un singolo ombrellone costa in media 9 euro, mentre per un lettino se ne spendono quasi 10. L’abbonamento giornaliero – il più richiesto dai turisti – si attesta sui 29 euro e cinquanta centesimi, una cifra ormai allineata alla media italiana. Ma a tenere ancora bassi i prezzi complessivi ci pensa la vastissima presenza di spiagge libere, che assorbono gran parte della domanda. Una concorrenza naturale che protegge i portafogli ma che evidenzia anche un paradosso tutto siciliano.
Se l’abbonamento stagionale in Sicilia costa circa 1.147 euro, ovvero un terzo rispetto alla Puglia o alla Sardegna, e meno della vicina Calabria, il motivo risiede anche nella natura del turismo isolano. Una grossa fetta è composta da emigrati e residenti all’estero che tornano a casa per le vacanze. I cosiddetti “finti turisti” che, per risparmiare, evitano i lidi privati: scelgono la spiaggia libera del proprio paese, portando l’attrezzatura da casa. Una scelta quasi obbligata, denuncia Federconsumatori, per compensare i costi esorbitanti dei voli e dei trasporti necessari per raggiungere l’Isola, a cui si aggiungono tariffe di alberghi e ristorazione ormai totalmente allineate al resto d’Italia. Un quadro dolce-amaro confermato dal presidente regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa: “Se da un lato i prezzi bassi in spiaggia sono un bene, dall’altro sono il sintomo di una scarsa attrattività dei nostri stabilimenti balneari. Il turista spende troppo per arrivare in Sicilia, spende molto per cibo e hotel, e alla fine sceglie la spiaggia libera per risparmiare almeno su quella”. La sfida per la stagione appena iniziata resta dunque la stessa: proteggere le spiagge libere, ma anche frenare una corsa ai rincari che rischia di penalizzare residenti e visitatori.