Attualità
Casa, affitti alle stelle e 35mila famiglie in attesa
In Sicilia è emergenza casa, ma la risposta non può essere l'occupazione abusiva
Non più soltanto un problema di marginalità sociale, ma una vera e propria crisi economica che strozza il ceto medio, i lavoratori e i giovani. In Sicilia la spesa per la casa, tra affitti e mutui, arriva ormai a divorare il 40% del salario medio, superando ampiamente la soglia di sostenibilità del 30%. A denunciarlo sono, per la prima volta insieme, il sindacato degli inquilini ANIA e l’associazione dei proprietari CASA MIA. Negli ultimi quindici anni gli affitti nell’isola sono aumentati del 30% e i prezzi d’acquisto di oltre il 60%, a fronte di stipendi fermi al palo. La pressione dei turistici e delle locazioni brevi ha impoverito il mercato della residenza stabile nei grandi centri come Palermo, Catania, Messina e Siracusa.
I numeri contano 35.000 domande giacenti per gli alloggi popolari, mentre l’enorme patrimonio di abitazioni sfitto (tra le 400mila e le 500mila unità) si trova purtroppo nei piccoli comuni interni in via di spopolamento, lontano da dove la casa serve davvero.
Di fronte all’inerzia delle politiche pubbliche, le due rappresentanze dicono stop alle scorciatoie ideologiche: «Garantire il diritto alla casa non significa legittimare l’occupazione abusiva», chiariscono ANIA e CASA MIA. “L’occupazione illegale danneggia le famiglie che rispettano le graduatorie e mette a rischio i piccoli proprietari”.
Da qui la proposta congiunta della nascita di un “Patto Siciliano per l’Abitare”: un piano d’azione in 6 punti che chiede il recupero immediato degli alloggi ERP degradi, un fondo pubblico di garanzia contro la morosità incolpevole, la regolamentazione degli affitti brevi e forti incentivi fiscali per chi sceglie il canone concordato.