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Caso Cuffaro, chieste dimissioni Dc da cariche istituzionali
In molti comuni iblei consiglieri comunali e forze politiche alimentano un acceso dibattito
“Le recenti notizie riguardanti la vicenda siciliana di Totò Cuffaro e le inchieste in corso rappresentano l’ennesimo colpo alla credibilità delle istituzioni e alla fiducia dei cittadini nella politica”. Lo scrivono in una nota sei consiglieri comunali di Pozzallo: Francesco Ammatuna, Valentina Sudano, Franco Giannone, Barbara Sparacino, Antonio Zocco Pisana e Lorenzo Ballatore. “Desta preoccupazione la situazione della Civica Assise di Pozzallo- si legge in una loro nota, dove il Presidente del Consiglio Comunale Quintilia Celestri e il Vicepresidente Giuseppe Giampietro — dopo aver intrapreso un percorso politico distinto da quello del Sindaco Roberto Ammatuna — risultano oggi politicamente vicini alla nuova Democrazia Cristiana, guidata da Totò Cuffaro. E’ necessario- prosegue la nota- opportuno ristabilire piena chiarezza e credibilità: la Presidente del Consiglio Comunale, Quintilia Celestri, e il Vicepresidente, Giuseppe Giampietro, valutino l’opportunità di un gesto di responsabilità istituzionale, rassegnando le proprie dimissioni dalle rispettive cariche.
Anche a Ragusa si accende il dibattito sulla vicenda Cuffaro. Nel corso del Consiglio comunale di ieri, il capogruppo del Pd ha attaccato l’Amministrazione Cassì per non aver preso le distanze dalla Dc dopo gli scandali a Palermo. In una nota Maria Grazia Criscione, vicepresidente Direzione Ragusa fa notare ai Dem che “la DC è all’opposizione ovunque sia Cassì, tanto in città dove è tra i suoi più ferventi oppositori, quanto in Provincia, dove infatti siede tra i banchi della minoranza. “Perché- si chiede Criscione- non è stato chiesto nulla alla vicepresidente del Consiglio comunale Rossana Caruso, democristiana dichiarata e convinta, né al consigliere Federico Bennardo, che con la Dc si è candidato come consigliere provinciale?” Anche a Vittoria, il M5S durante un focus dedicato ai temi della sanità ha sottolineato la necessità che la politica deve restare fuori dalla sanità, riferendosi al caso Cuffaro.