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Caso rimborsi università la procura chiede arresto per Cuzzocrea

Nelle scorse settimane ha subito due sequestri per complessivi 2milioni e mezzo di euro

di tcf -

A conclusione delle festività natalizie è stata fissata l’udienza per l’appello davanti ai giudici del Riesame proposto dalla procura per chiedere gli arresti domiciliari all’ex rettore dell’Università Salvatore Cuzzocrea con l’accusa di peculato. Sarà discussa l’8 gennaio la richiesta che l’ufficio diretto dal procurato capo Antonio D’Amato aveva avanzato nei confronti dell’ex rettore coinvolto nell’inchiesta sui rimborsi dell’università di Messina. Nelle scorse settimane Cuzzocrea è stato raggiunto da due diversi sequestri, uno per equivalente e uno preventivo, per quasi due milioni e mezzo di euro, nell’ambito dell’inchiesta sui “rimborsi facili”.

Secondo la Procura era stato messo in piedi un particolare meccanismo attraverso il quale l’ex rettore “si sarebbe indebitamente appropriato di fondi destinati alla ricerca scientifica dell’Università”. In particolare i magistrati contestano più ipotesi di peculato perché l’ex rettore, come responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca affidati da enti privati o finanziati da enti pubblici al dipartimento ChiBioFarAm dell’ateneo, si sarebbe appropriato di ingenti somme di denaro utilizzando a fini di rimborso spese, «documentazione contabile artefatta, gonfiata o non inerente ai medesimi progetti di ricerca scientifica, formalmente condotti nel quadriennio 2019-2023».