Attualità
Celebrati i funerali di Bruno Contrada, ex dirigente Sisde
La famiglia saluta l’investigatore con un picchetto d’onore “privato”
La bara con le spoglie mortali di Bruno Contrada è stata accolta nella Chiesa intitolata a San Tommaso d’Aquino da un picchetto d’onore di una polizia privata. Niente esequie solenni per l’ex numero 3 dei servizi segreti civili ma il segnale della famiglia è chiaro: non accetteranno mai la damnatio memoria
Il corteo funebre è partito dall’abitazione per dirigersi nella chiesa del quartiere Passo di Rigano a Palermo. Soltanto i familiari e pochi amici stretti hanno partecipato alla cerimonia. Accanto alla bara sono stati esposti quei cappelli che raccontano la storia professionale di Contrada: l’elmetto dei bersaglieri e la tesa della Polizia di Stato.
Nessun esponente della polizia e delle istituzioni attualmente in servizio ha partecipato alle esequie. Quasi a dimostrare che anche da morto Contrada incute ancora timore. Negli anni ottanta era considerato un investigatore di razza, in prima linea nella lotta alla mafia. Poi il passaggio al Sisde, i servizi segreti civili dove diventa uno dei massimi dirigenti.
Alla vigilia del Natale del 1992, viene arrestato con l’accusa di concorso esterno alla mafia e condannato a 10 anni di reclusione. La condanna fu poi revocata dalla Corte europea di giustizia e all’ex funzionario, dopo il verdetto radiato dalla polizia, fu riconosciuto un risarcimento per ingiusta detenzione.
La salma di Contrada è stata traslata al cimitero dei Rotoli di Palermo.