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Centro storico, confronto aperto e consiglio comunale aperto

Oggi un primo incontro tra amministrazione, cittadini e commercianti. Tante le proposte per rilanciare un’area sempre più svuotata, ma si riaccende anche il confronto politico. Il vero banco di prova sarà il consiglio comunale aperto di metà aprile, chiamato a trasformare le idee in azioni concrete.

di Chiara Scucces -

Il centro storico di Modica prova a rialzare la testa. E lo fa partendo da un confronto diretto, concreto, senza filtri. Questa mattina, nella stanza della sindaca Maria Monisteri, si è tenuto un incontro interlocutorio tra amministrazione, commercianti e rappresentanti del territorio, nato anche dalla spinta della lettera aperta di Piera Ficili, che nei giorni scorsi aveva acceso i riflettori su un centro sempre più vuoto e dimenticato. Al tavolo, insieme alla sindaca, all’assessore Piero Armenia e alla presidente del consiglio Maria Cristina Minardo, idee chiare e problemi noti da tempo. Il clima è stato disteso, ma il messaggio è uno: non si può più aspettare.

Sul tavolo proposte operative: eventi per riportare gente nel fine settimana, bandi per giovani artisti, il ritorno dei temporary shop per riaprire i locali sfitti, un presidio stabile delle forze dell’ordine e il rilancio del mercatino dell’antiquariato, uno dei pochi appuntamenti capaci di attrarre visitatori. E poi il nodo più delicato: affitti troppo alti e immobili chiusi. Un problema che soffoca ogni tentativo di ripartenza, ma su cui si prova ad aprire un dialogo anche con il mondo delle agenzie immobiliari.

Ma il dato più evidente è un altro: il centro storico è tornato al centro del dibattito. E questo, di per sé, è già un segnale. Resta però un nodo politico che non può essere ignorato. Attorno a questo tema, negli anni, si sono accumulate prese di posizione, denunce, allarmi. E anche oggi, mentre il confronto si riaccende, potrebbero non mancare le reazioni di chi rivendica spazi, presenza, coinvolgimento. Ma il rilancio del centro storico non può diventare una bandiera da sventolare o un’occasione di posizionamento. Non serve inseguire il tema quando diventa centrale, ma lavorarci con continuità, anche quando i riflettori sono spenti. Perché la differenza, questa volta, la farà la capacità di passare dalle parole ai fatti. Di sostituire il lamento con la proposta, la polemica con la costruzione, la distanza con la collaborazione. Il consiglio comunale aperto, che verosimilmente sarà convocato fra il 13 e il 18 aprile, sarà il vero banco di prova. Il luogo in cui tutti – istituzioni, cittadini, categorie – saranno chiamati a dare un contributo serio, ordinato, concreto. Con un obiettivo che dovrebbe essere comune: restituire vita e dignità al cuore della città.