Attualità

Centro storico, il piano di Confcommercio

Dall'emergenza abitativa ai temporary store, dall'università al nuovo "Codice del Decoro": Confcommercio presenta una roadmap in tre fasi per rigenerare il centro storico di Modica

di Pinella Rendo -

Non è più tempo di “manutenzione simbolica”, serve una “rigenerazione strutturale”. Con questo spirito Confcommercio Modica presenta al Consiglio Comunale un articolato piano per il centro storico, nato dall’urgenza di invertire un declino che non è solo commerciale, ma profondamente demografico e funzionale. Il documento si apre con una diagnosi impietosa basata sui dati: su 5.661 edifici censiti nel cuore della città, ben 2.174 risultano vuoti (quasi il 40%), e l’87% di questi sono abitazioni. Le vetrine spente di Corso Umberto sono solo il sintomo di uno svuotamento di residenti che ha indebolito la vita quotidiana. “Il turismo da solo non può sostituire una comunità stabile”, avverte Giorgio Moncada, Presidente Confcommercio Modica, sottolineando come la città debba tornare a essere un luogo da abitare, non solo una “scenografia” per visitatori. Il piano si articola in una strategia che guarda al breve, medio e lungo periodo:

Fase 1 Entro 12 mesi: Si chiede la definizione formale del perimetro del centro storico, il ritorno di uffici pubblici nel cuore della città per riattivare i flussi, e l’approvazione del regolamento per i temporary store per rianimare i locali sfitti. Tra le misure economiche immediate: azzeramento TARI per le nuove attività e parcheggi gratuiti collegati agli acquisti.

Fase 2 (12-36 mesi): L’istituzione del primo “Distretto Urbano del Commercio” della provincia di Ragusa e l’introduzione di un “Codice del Decoro Commerciale” per garantire standard di qualità in ogni nuova apertura.

Fase 3 (36-60 mesi): L’obiettivo è un “Contratto Istituzionale di Sviluppo” (sui modelli di Palermo e Napoli) e la candidatura di Modica ai premi europei per le “Capitali del Piccolo Commercio”.

Confcommercio non chiede solo interventi pubblici, ma si assume la propria parte di responsabilità, citando esperienze già testate come il progetto “N’uovo” e il modello cooperativo di Marina di Modica. “La rigenerazione non si decreta: si co-costruisce”, si legge nel documento.

Il messaggio finale del Presidente Giorgio Moncada è rivolto a tutta la comunità: “Non chiediamo che tutto venga accolto, ma che si discuta seriamente con la volontà di tradurre la discussione in atti verificabili. Dobbiamo ricostruire il centro storico prima che cada”.

Ed intanto il neo Comitato Centro Storico Modica chiama a raccolta  cittadini, residenti e operatori del centro storico, lunedì alle 15 Auditorium Floridia per dare forza a tutte le istanze del centro storico in vista del consiglio comunale aperto di mercoledì prossimo convocato dalla Presidente Mariacristina Minardo alle 18