Attualità
Centro storico Modica e urbanistica: serve un nuovo piano
Ripensare Modica partendo dagli strumenti urbanistici; dal consiglio comunale aperto della scorsa settimana, arriva la proposta di aggiornare il Piano Urbanistico Generale per riportare le famiglie in centro. Intanto si guarda già al tavolo tecnico: un incontro propedeutico alla sua istituzione è stato fissato per giorno 28
Tra i contributi emersi durante il Consiglio comunale aperto dedicato al centro storico di Modica, particolare attenzione ha suscitato l’intervento della vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Ragusa, Federica Cavallo.
Un intervento tecnico, ma allo stesso tempo molto concreto, che ha riportato al centro del dibattito la necessità di dotare la città di uno strumento urbanistico aggiornato. Non più il vecchio piano regolatore generale, ma un Piano Urbanistico Generale, il cosiddetto PUG, capace di rispondere alle esigenze attuali del territorio, dopo anni di mancati aggiornamenti. Un passaggio fondamentale, soprattutto alla luce dello sviluppo urbanistico degli ultimi anni, con l’espansione del quartiere Sorda, oggi sempre più popolato e attrattivo grazie alla presenza di servizi e maggiori comodità. Una crescita che, di fatto, ha contribuito allo spopolamento del centro storico. Da qui la riflessione: le nuove costruzioni rispondono realmente a una domanda demografica concreta oppure rischiano di accentuare lo svuotamento del cuore della città?
Parallelamente, la necessità di invertire la rotta: rendere il centro storico nuovamente abitabile, riportare le famiglie e creare le condizioni per viverlo ogni giorno. Un percorso che, secondo Cavallo, deve necessariamente passare dal coinvolgimento dei tecnici
Un approccio quindi strutturato, che guarda al lungo periodo e che punta a coniugare tutela e sviluppo. E proprio in questa direzione si muovono i prossimi passi. Per il 28 è già prevista la convocazione di un incontro propedeutico al tavolo tecnico, voluto dalla presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo, che riunirà i principali attori coinvolti: associazioni di categoria, comitato del centro storico, rappresentanti delle comunità e altri soggetti interessati. Per ciascuna realtà sarà individuato un referente, con l’obiettivo di avviare un confronto operativo e continuo. Un primo passo concreto per trasformare le proposte emerse in azioni condivise.