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Chiusura Guardia Medica a Modica Alta: scatta la battaglia istituzionale

Modica Alta perde la Guardia Medica, trasferita dall'ASP alla Sorda. Il caso, sollevato dal consigliere di opposizione Alessio Ruffino, ha incassato l'intervento della sindaca Maria Monisteri. La prima cittadina contesta il provvedimento dell'azienda sanitaria e annuncia un'interlocuzione con la Regione per chiederne l'immediata riapertura.

di Chiara Scucces -

Un cartello affisso all’ingresso per avvisare dell’avvenuto trasferimento alla Sorda, nei locali della nuova Casa di Comunità. Così, senza alcun preavviso ufficiale ai residenti, Modica Alta ha perso il suo presidio di continuità assistenziale. A sollevare il caso, denunciando il metodo dell’Azienda Sanitaria di Ragusa e il disservizio per un quartiere storico di oltre diecimila abitanti, era stato il consigliere comunale di opposizione Alessio Ruffino. Una segnalazione che ha riacceso i riflettori sul progressivo impoverimento dei servizi sanitari nel centro storico.

La denuncia dell’opposizione non ha innescato stavolta il consueto scontro frontale con l’amministrazione. Dopo alcune ore di attesa per verificare i termini normativi con i vertici dell’ASP, la sindaca Maria Monisteri ha risposto confermando la volontà di fare della difesa del presidio una battaglia istituzionale comune. Secondo la prima cittadina, il decreto ministeriale 77 sulla riforma della sanità territoriale favorisce l’integrazione nelle Case di Comunità, ma lascia margini organizzativi alle aziende sanitarie, senza imporre l’obbligo di chiudere le sedi storiche se considerate strategiche. Monisteri ha annunciato di aver già avviato un’interlocuzione con l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, per chiedere che l’ASP torni sui suoi passi.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Partito Democratico con il segretario Francesco Stornello, che definisce la scelta “miope” e sposta l’asse delle responsabilità sulla passata amministrazione,  rea di aver concentrato i servizi al Sacro Cuore, a pochissime centinaia di metri dall’ospedale Maggiore, lasciando sguarnita la zona più bisognosa di assistenza.

Il caso della Guardia Medica, tuttavia, rischia di non rimanere isolato. Sotto i riflettori finisce ora anche il destino degli uffici dell’ex INAM di via Vittorio Veneto, per i quali si profila lo spettro di un parziale trasferimento alla Sorda. Una manovra che, secondo le forze di minoranza, risponde alla stessa logica di accentramento e che potrebbe essere disinnescata applicando la medesima deroga normativa invocata ora dalla Sindaca per la Guardia Medica di Modica Alta.

Intanto si registra l’intervento della direzione generale dell’ASP 7 che ribadisce come il trasferimento attua le direttive previste dal Decreto Ministeriale 77 del 2022. Il servizio risulta operativo nella nuova sede dal 15 giugno. Da Piazza Igea, comunque, massima disponibilità al confronto con le istituzioni e i cittadini interessati, ma nelle sedi competenti