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Chiusura Piscina del Sole, botta e risposta
Chiusura Piscina del Sole, botta e risposta e scambio di accuse fra amministrazione e opposizione. La chiusura della struttura sportiva è stata causata dal cedimento di una delle travi principali e non è prevedibile, a breve, la sua riapetura
La chiusura della piscina comunale a Comiso continua a creare polemiche in città. L’ultimo botta e risposta è fra il capogruppo del Pd al consiglio Gigi Bellassai e l’assessore Giovanni Assenza. “Non si parla più di giorni bensì di mesi prima della riapertura della struttura, dice Bellassai. Al contrario di quanto sostiene l’amministrazione comunale, si tratta senza dubbio di una situazione prevedibile e ingiustificabile; a nulla valgono i tentativi di arrampicarsi sugli specchi dell’assessore al ramo cercando di scaricare una parte della responsabilità sul passato. Ci chiediamo quale passato visto che l’attuale amministrazione è in sella da quasi sei anni e avrebbe avuto tutto il tempo di monitorare eventuali anomalie”, conclude Bellassai.
La chiusura della piscina, lo ricordiamo, è stata causata dal cedimento di una delle travi principali che sostengono tutta la copertura. Bisognerà mettere in sicurezza anche le restanti 11 travi; quattro anni fa erano stati effettuati dei lavori importanti per la sostituzione di tutte le travi secondarie ed era stata fatta un’analisi tecnica per verificare se vi fossero altri problemi. All’epoca non fu rilevato alcun cedimento di travi principali, ma ora la chiusura della struttura.
Non perde tempo l’assessore Giovanni Assenza a rispondere all’esponente del Pd Bellassai, accusato di avere la memoria corta: “Proprio durante l’amministrazione PD, esattamente nel 2018, la piscina fu chiusa per la caduta di pesanti listelli, addirittura durante una competizione di 50 bambini, sfiorando la tragedia. Episodio, quello del 2018, preceduto da un altro nel 2016 in cui, sempre per cause imprevedibili, si è scoperchiato il tetto della piscina. Mi permetto di dare due modesti consigli a Bellassai: il primo, quello di fare un ripassino amministrativo per evitare di tirare per i capelli i suoi colleghi che hanno amministrato prima di noi, e il secondo di non addebitarmi dichiarazioni che non ho mai fatto”.
Le critiche di Bellassai non si fermano alla piscina comunale, ma riguardano complessivamente la gestione di altre strutture sportive cittadine che appaiono abbandonate, come lo stadio Borgese oppure i campetti periferici