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Ciclone Harry, costa jonica in ginocchio

Tra infrastrutture distrutte e borghi allagati, si contano danni incalcolabili. Binari sospesi a Scaletta Zanclea e ferrovie interrotte isolano il territorio. Sindaci e Prefetto avviano i sopralluoghi in uno scenario apocalittico

di tcf -

La furia del Ciclone Harry ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione senza precedenti lungo la costa jonica messinese. Da Giampilieri a Taormina, il paesaggio è oggi quello di un “teatro di guerra”: mareggiate con onde superiori ai 7 metri e raffiche di vento oltre i 90 km/h hanno letteralmente ridisegnato il litorale, travolgendo infrastrutture e sogni. I sindaci del comprensorio parlano di apocalisse. A Furci Siculo e Roccalumera, lunghi tratti di lungomare sono scomparsi, inghiottiti dai flutti che hanno invaso abitazioni e cancellato la sede stradale. A Santa Teresa di Riva, il sindaco Danilo Lo Giudice segnala circa 800 metri di costa devastata e una grave emergenza idrica: le condotte principali sono state divelte, lasciando i serbatoi vuoti.

Situazione critica anche a Ponte Schiavo, dove l’economia balneare è stata rasa al suolo, e a Taormina, con il parziale crollo di Piazza Salvo D’Acquisto a Mazzeo. Il simbolo del disastro è a Scaletta Zanclea, dove l’erosione ha lasciato i binari della ferrovia Messina-Catania sospesi nel vuoto. La tratta ferroviaria è spezzata e i tempi di ripristino si preannunciano lunghi e complessi. Nel frattempo, intere frazioni rimangono al buio e la SS 114 è chiusa a Santa Margherita per il cedimento del manto stradale.

Il Prefetto Cosima Di Stani e il Sindaco metropolitano Federico Basile hanno avviato i sopralluoghi, ma con l’allerta rossa ancora in vigore e il mare che non accenna a ritirarsi, la conta dei danni è solo all’inizio. Per il territorio peloritano, è una delle pagine più buie degli ultimi decenni.