Cultura

Comiso: al via “L’ingegnere di Babele” nel trentennale di Bufalino

La grande letteratura protagonista a Comiso. Ha preso il via ieri sera, nel suggestivo scenario del Loggiato della Fondazione in piazza delle Erbe, la sesta edizione del festival culturale “L’ingegnere di Babele”. Un'edizione particolarmente simbolica, che coincide con il trentesimo anniversario della scomparsa di Gesualdo Bufalino. Ad aprire la rassegna è stato uno spettacolo tra parola e musica elettronica, primo tassello di un ricco cartellone che andrà avanti fino al 5 luglio.

di Chiara Scucces -

La parola di Gesualdo Bufalino che sfida il tempo, rompe gli schemi e si fa contemporaneità. A trent’anni dalla tragica scomparsa dello scrittore comisano, la sua città natale torna a trasformarsi in un laboratorio culturale aperto grazie a “L’ingegnere di Babele”. Il festival, promosso dalla Fondazione Bufalino, ha riaperto i suoi cantieri ieri sera con la serata inaugurale. Un’edizione, la sesta, che punta a far dialogare la straordinaria eredità letteraria dell’autore con la musica, il teatro e le arti visive, allargando lo sguardo ben oltre i confini locali.

Un cartellone di altissimo rilievo reso possibile anche grazie alla sinergia e al convinto sostegno delle istituzioni, a partire dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Ad aprire ufficialmente la rassegna è stato lo spettacolo “R4cconti”, una lettura-concerto intensa e minimale firmata dall’attore Giovanni Arezzo e dalla cantante Giorgia Faraone. La parola letteraria integrale di Bufalino è stata proiettata in una dimensione inedita, quasi sospesa, dove la voce si è fusa con le sonorità elettroniche, i synth e i loop dal vivo.

Il festival entra già nel vivo oggi pomeriggio con l’inaugurazione della mostra dell’artista Giampiero Nanni, che ha raccolto la provocazione letteraria lanciata da Bufalino nell’87, dipingendo opere basate solo su diciannove titoli immaginati dallo scrittore. Nei prossimi giorni sono attesi grandi ospiti nazionali: dal concerto di Giovanni Caccamo con la Sicily Orchestra, al monologo teatrale di Fabio Troiano, fino al grande jazz con la tromba di Fabrizio Bosso. Un viaggio lungo un mese, per continuare a costruire Babele nel nome della grande letteratura.