Attualità

Corecom, riformare la norma sulla par condicio

Dal convegno organizzato dal Corecom Sicilia parte la richiesta al Parlamento nazionale di riformare la norma sulla par condicio

di Piero Messina -

La Comunicazione pubblica non è al servizio della politica ma deve rimanere uno strumento per avvicinare i cittadini alla pubblica amministrazione. E’ questo il messaggio che arriva dagli Stati generali della Comunicazione politica e istituzionale che si sono svolti a Palermo, all’assemblea regionale siciliana, nella sala dedicata a Piersanti Mattarella.

All’incontro – organizzato dal Corecom Sicilia – hanno partecipato delegazioni regionali degli enti regolatori della comunicazione di tutta Italia. Obiettivo del summit è lavorare – di concerto e con la supervisione di Agcom – per chiedere al parlamento nazionale una riscrittura della legge 28 sulla comunicazione pubblica.

I limiti di quella norma – che opera un controllo stringente in materia di par condicio sui media tradizionali – emergono con tutta chiarezza dall’evoluzione social e digitale degli ultimi anni, con l’impossibilità di creare regole e procedure chiare per tutti. Per questo il dibattito verte sulla necessità di riformare quella legge. E proprio sul tema della consapevolezza digitale, al convegno s’è anche discusso dell’impatto che le nuove tecnologie hanno sul mondo dei giovani