Attualità

Corteo No ponte, 2mila manifestanti in piazza

Il popolo dei No Ponte ha sfilato a Messina. Duemila in strada per dire ancora una volta no al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria

di tcf -

In duemila hanno sfidato il caldo afoso di sabato pomeriggio per dire ancora una volta no alla costruzione del Ponte sullo Stretto. E se come sempre lo scontro politico si sofferma sul numero di partecipanti, resta il dato di quanti hanno detto repente ancora una volta per manifestare il proprio dissenso alla realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Da piazza Cairoli il corteo colorate del popolo No Ponte ha sfilato per le vie della città terminando a piazza Lo Sardo. Osservato un minuto di silenzio per le vittime del crollo della palazzina di Pistunina. Tra le richieste dei manifestanti c’è la chiusura dalla società Stretto di Messina. “La liquidazione era stata già indicata dal governo Monti nel 2013 e la Corte dei conti era intervenuta per ben tre volte, in tre anni, per dire che deveva essere chiusa. Ma da Monti a Meloni si sono avvicendati ben sette governi. Esecutivi che hanno avuto al proprio interno anche partiti che oggi sono contro il spiega l’attivista Gino Sturniolo. In piazza anche Partito democratico, Avs – Alleanza Verdi Sinistra e il Movimento 5 Stelle “per ribadire una posizione portata avanti con coerenza negli anni. Le priorità di Sicilia e Calabria sono il potenziamento delle infrastrutture esistenti, dei collegamenti ferroviari e del trasporto pubblico, la tutela del territorio e servizi adeguati alle esigenze delle comunità”.  Il comitato Noponte Capo Peloro che nei mesi scorso ha  raccolto migliaia di firme per chiedere il commissariamento della Stretto di Messina ha invitato a “cancellare in maniera definitiva i progetti e l’idea stessa di un attraversamento stabile dello Stretto, ad una o più campate o in tunnel, perché non ci serve, perché distruggerebbero il nostro territorio, perché le nostre priorità sono altre, abbiamo bisogno di soldi per mettere in sicurezza il territorio, per avere acqua, scuole, strade, ferrovie, sanità pubblica adeguata”.