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Così fan tutte e tutti …
Le mance elettorali all'ARS
Così fan tutte” è l’arcinota opera buffa di Mozart; “Così fan tutte e tutti” può essere il titolo per riassumere la questione politica di fine anno all’Ars. Benché l’assemblea sia chiusa per le vacanze di Natale e i lavori riprendano il 13 gennaio tra chat, telefonate e indiscrezioni vien fuori oggi un bel po’ di risentimento politico che gli onorevoli regionali avrebbero nei confronti degli onorevoli nazionali. A Roma infatti ci si appresta a votare la Finanziaria avendo trovato spazio, nel collegato che vedrà la luce a gennaio, per una serie di contributi diretti assegnati ai singoli parlamentari. In parole povere ciascun deputato e senatore avrà una sorta di piccolo budget per il proprio collegio elettorale. E’ quello che in questa legislatura si è fatto anche a Palermo quando ciascuno dei 70 deputati regionali ha potuto usufruire di quelle che in linguaggio giornalistico (magari un po’ dispregiativo) sono state chiamate “mance”. Solo che nell’ultima Finanziaria siciliana le mance sono saltate e non dimentichiamo come in questi anni proprio da Roma qualcuno aveva storto il naso per la consuetudine sicula. Come dare torto allora adesso ai parlamentari regionali che da Palermo vedono i colleghi, a Roma, ottenere le mance da distribuire mentre loro rischiano di restare a bocca asciutta? “Il centrodestra regionale è esploso, tornando in pressing sul presidente Schifani per ripristinarle già nel Collegato alla Finanziaria che verrà votato a gennaio” scrive stamattina il Giornale di Sicilia. E non c’è da dubitare che anche dalle opposizioni a Sala d’Ercole si aspettino qualcosa. Insomma a Palermo non va giù che il metodo mance vada bene nella capitale e salti nel capoluogo siciliano. Ciò che è consentito a deputate e deputati nazionali e a senatrici e senatori valga per le donne e gli uomini eletti all’ARS. “Così fan tutte e tutti” appunto