Attualità
Crisi pesca, anche Scoglitti a Palermo sulla crisi
Una delegazione presente nel confronto tra le marinerie e la Regione
Un comparto allo stremo, stritolato dall’impennata vertiginosa dei costi del carburante e da tempi burocratici che rischiano di affondare le imprese ittiche dell’Isola. È con questo grido d’allarme che le delegazioni delle principali marinerie siciliane si sono sedute al tavolo convocato a Palermo, nella sede dell’Assessorato regionale alla Pesca di viale Regione Siciliana, per un vertice con i vertici dell’assessorato a cui l’assessore regionale Luca Sammartino ha preso parte in videoconferenza.
Un fronte comune che ha unito le diverse anime della costa siciliana: da Sciacca fino ai pescatori di Scoglitti e delle altre realtà del versante sud-est. I nodi sul tappeto sono molteplici e urgenti. In primis, la liquidazione dei ristori e dei fondi precedentemente stanziati dalla Regione: risorse annunciate ma che tardano ad arrivare nelle tasche degli operatori, alle prese con criteri di calcolo giudicati ormai obsoleti e lontani dai reali costi vivi d’impresa.
Drammatico il quadro anche per la marineria di Scoglitti (composta da 13 pescherecci)e del sud-est, reduce da trenta giorni di fermo biologico obbligatorio conclusosi a fine settembre e da ulteriori cinque giorni di blocco spontaneo. Per armatori ed equipaggi la necessità primaria è una sola: tornare in mare e lavorare, ma con garanzie economiche che impediscano di operare in perdita.
Nonostante l’apertura del canale istituzionale, la tensione rimane altissima. Le marinerie mantengono lo stato di mobilitazione per domani è confermato il sit-in di protesta a Palermo, davanti a Palazzo dei Normanni, sede dell’ARS. Sarà quella l’occasione per tirare le somme e decidere se proclamare un blocco a oltranza delle attività in tutta l’Isola.