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Crollo Pistunina, continuano gli accertamenti sui cellulari

La Procura cerca risposte sulle cause del cedimento, intanto avanzano anche l’analisi dei telefoni degli indagati e gli accertamenti genetici

di tcf -

Continuano gli accertamenti sul crollo di via Giorgio La Pira, a Pistunina e il 14 settembre le macerie della palazzina torneranno al centro dell’inchiesta. Riprenderanno infatti le analisi dei tre consulenti nominati dalla Procura, gli ingegneri Rodolfo Urbani, Andrea Prota e Antimo Fiorillo. Un lavoro tecnico destinato a entrare nel cuore della tragedia, capire perché quell’edificio sia collassato improvvisamente, provocando sei vittime. Il primo sopralluogo, lo scorso 27 agosto, poi la ricognizione nei luoghi dove sono state trasferite e custodite le macerie, dal parcheggio rosso dello stadio Franco Scoglio all’area del 24° Reggimento Peloritani. Adesso si passa all’esame dettagliato dei materiali. Ogni elemento potrà contribuire a ricostruire la dinamica del cedimento e a individuare eventuali cause e concause. Un accertamento che dovrà confrontarsi anche con le valutazioni dei consulenti delle persone offese e degli indagati. E mentre le macerie parlano, gli investigatori cercano risposte anche nei telefoni sequestrati ai tre indagati, gli imprenditori Alessandro Panarello e Pasquale D’Ali e l’ingegnere Pietro Leone. Nei giorni scorsi, a Catania, l’estrazione forense dei dati. Ora l’analisi di contatti e comunicazioni. Sul tavolo anche gli accertamenti genetici sui resti recuperati. E da quel maledetto 30 luglio le famiglie aspettano la verità. L’inchiesta, dunque, procede su più fronti e ogni elemento dovrà contribuire a spiegare come e perché, quel pomeriggio, una palazzina si sia trasformata in una tragedia.