Attualità
Crollo Pistunina, lavori non dichiarati e operai in nero
Il Ris analizza frammenti ossei e materiale biologico, estrae il Dna per identificare i dispersi
A Pistunina l’inchiesta sul crollo della palazzina di via La Pira si concentra su tre elementi. L’avvio dei lavori di ristrutturazione, mai comunicato agli enti amministrativi e tecnici, la presenza in cantiere di due ditte, con alcuni lavoratori che potrebbero essere stati impiegati in nero e la modifica di almeno due pilastri portanti, che sarebbero stati alterati o tranciati per fare spazio alle opere al piano terra. La Procura di Messina, coordinata dal procuratore capo Antonio D’Amato, procede con le pm Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone. Tre gli indagati. Gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone, accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Rinviato invece al 4 settembre l’esame dei cellulari sequestrati agli indagati. Nei telefoni gli investigatori cercano messaggi, fotografie e contatti utili a ricostruire quanto accaduto prima del crollo e a verificare eventuali conoscenze sui rischi legati ai lavori.
Intanto il Ris di Messina ha avviato gli accertamenti irripetibili sui reperti recuperati tra macerie e detriti. Uno degli accertamenti più delicati dell’inchiesta. Dare un’identità ai frammenti ossei e al materiale biologico recuperati tra le macerie della palazzina e nell’area di stoccaggio di San Filippo. Gli specialisti procedono prima alla catalogazione dei reperti, quindi agli accertamenti biologici e all’estrazione del Dna. I profili genetici ottenuti saranno confrontati con quelli dei familiari dei due dispersi, Santino Magazzù e Lairu Warnakulasuriya.
Un lavoro complesso e meticoloso, necessario anche per verificare l’eventuale presenza di Dna riconducibile ad altre persone che potrebbero essere rimaste sotto le macerie. Giovedì il primo sopralluogo dei tre esperti nominati dalla Procura, Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. Sullo sfondo, quattro morti accertati e due dispersi, mentre l’indagine dovrà stabilire perché quella struttura sia crollata, e soprattutto se poteva essere evitato. Venerdì, invece, attesi in città, il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco e il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco Eros Mannino.