Cronaca
Crollo si allarga l’inchiesta, disastro e omicidio colposo
Escluse fughe di gas, le indagini si concentrano su pilastri, terreno e lavori al piano terra
Dopo il tragico cedimento dell’edificio nel rione Pistunina a Messina, la Procura ha aperto un’inchiesta, attualmente a carico di ignoti, ipotizzando i reati di disastro e omicidio colposo. Il secondo capo d’imputazione è stato integrato a seguito del doloroso ritrovamento dei corpi senza vita dell’imprenditore Carmelo Leone e della sorella Rosa.
I magistrati, guidati dal procuratore Antonio D’Amato insieme all’aggiunto Marco Colamonici e alle sostitute Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, stanno definendo gli ambiti d’indagine per accertare le precise cause del collasso strutturale. Esclusa l’ipotesi dell’esplosione per fuga di gas, l’attenzione degli inquirenti si concentra sul cedimento dell’edificio, con verifiche accurate su pilastri, terreno e sul ruolo della falda acquifera.
Un elemento chiave riguarda i presunti interventi edilizi al piano terra: due operai presenti nello stabile al momento del crollo sono rimasti feriti, riuscendo fortunatamente a salvarsi. La Procura ha attivato il protocollo Spresal per la sicurezza negli ambienti di lavoro, mentre i carabinieri hanno già acquisito la documentazione amministrativa presso il Comune.
Nel frattempo, i vigili del fuoco hanno isolato e sequestrato un pilastro portante, conservato in un apposito cassone per le future consulenze tecniche. Per agevolare i soccorsi e lo sgombero, il presidente della Regione Renato Schifani ha inviato sul posto i mezzi meccanici impiegati nei cantieri delle ex baraccopoli cittadine.