Attualità

Cuffaro a processo, si decide davanti al Gip l’8 maggio

Verso l’archiviazione per Saverio Romano e Carmelo Pace

di Piero Messina -

Ancora una volta il nome di Totò Cuffaro torna a occupare la scena giudiziaria siciliana. L’ex governatore, dovrà presentarsi l’8 maggio davanti al giudice per l’udienza preliminare che deciderà sul rinvio a giudizio.

Le accuse sono corruzione e traffico di influenze. L’inchiesta della Procura di Palermo, che risale allo scorso autunno, si presenta ridimensionata: cade l’ipotesi di associazione a delinquere e, secondo quanto emerge, le posizioni dell’onorevole Saverio Romano e del deputato regionale Carmelo Pace vanno verso l’archiviazione.

Il cuore dell’indagine resta la sanità. Secondo i magistrati, Cuffaro – insieme ad altri imputati – avrebbe ottenuto in anticipo le prove di un concorso per operatori socio-sanitari all’ospedale Villa Sofia di Palermo. Prove che sarebbero poi state consegnate a una candidata. Gli investigatori parlano di incontri documentati e di mesi di monitoraggi da parte dei carabinieri del Ros.

In cambio, secondo l’accusa, non denaro ma favori: incarichi, conferme di nomine, promesse di avanzamenti di carriera. Un sistema di relazioni che avrebbe prodotto vantaggi reciproci tra politica e sanità.

C’è poi il capitolo del traffico di influenze, legato a un appalto per servizi all’Asp di Siracusa, mai concretamente assegnato. Anche qui, secondo la Procura, l’ex governatore avrebbe utilizzato i suoi rapporti per favorire interessi aziendali in cambio di assunzioni e benefici.

Sono nove in totale gli imputati coinvolti. Tra loro anche Vito Raso, lo storico segretario dell’ex governatore. Ora la parola passa al giudice, che dovrà decidere se aprire il processo.

La vicenda è uno dei capitoli giudiziari aperti sulla gestione della sanità pubblica in Sicilia, tra politica e interessi. Sullo sfondo anche il procedimento che riguarda l’ex supermanager della sanità Salvatore Iacolino. Ma le responsabilità, come sempre, saranno accertate in tribunale.