Cronaca
Dà fuoco al rivale per il pascolo, arrestato 53enne
Il Giudice per le indagini preliminari di Siracusa ha convalidato l'arresto in carcere per un cinquantatreenne di Noto, accusato di tentato omicidio aggravato e violenza privata. La vittima, un uomo di 59 anni, è stata prima picchiata e poi data alle fiamme a causa di contrasti legati al pascolo.
Tutto è cominciato lo scorso marzo nelle zone rurali di Noto. È qui che le tensioni legate al pascolo abusivo di un gregge sono degenerate in una violenza brutale. Vittima dell’ agguato, un uomo di cinquantanove anni di Noto. Secondo quanto ricostruito minuziosamente dagli inquirenti, l’indagato, un cinquantatreenne, lo avrebbe prima aggredito fisicamente, colpendolo con ferocia. Poi, il gesto più agghiacciante: gli ha gettato addosso del liquido infiammabile e gli ha dato fuoco, trasformandolo in una torcia umana.
La vittima è sopravvissuta per miracolo, riportando però gravi ustioni su gran parte del corpo. Ma la condotta criminale dell’aggressore non si sarebbe fermata lì. Nei giorni successivi, l’uomo avrebbe tentato in ogni modo di coprire le proprie tracce: attraverso pesanti minacce, ha cercato di imporre il silenzio al cinquantanovenne, intimandogli e costringendolo a non raccontare a nessuno la verità su come si fosse procurato quelle ferite terribili. Un tentativo di violenza privata rimasto fortunatamente vano.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Siracusa, è stata complessa e si è sviluppata lungo due binari. Da un lato le indagini tradizionali sul campo, dall’altro l’uso di tecnologie sofisticate con intercettazioni ambientali. Sono stati proprio i dialoghi intercettati dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Noto a fornire i riscontri più preziosi, permettendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del cinquantatreenne.
Il cerchio delle indagini si è chiuso lo scorso 4 giugno con l’esecuzione del provvedimento restrittivo, blindato nelle scorse ore dalla convalida del G.I.P. che ha disposto la permanenza in cella dell’indagato. La posizione dell’uomo sarà ulteriormente vagliata nel corso dell’iter processuale e definita solo in caso di condanna definitiva.