Attualità
Da Ungaretti a Seneca: i grandi protagonisti delle tracce
Tecnologia, guerre e Costituzione tra gli argomenti più amati dal Ministero. Al Classico domina il duello tra Cicerone e Seneca
A poche ore dall’esame di Stato, uno studio del portale Skuola.net accende i riflettori sulle preferenze del Ministero dell’Istruzione nella scelta delle tracce della Maturità. Analizzando 168 tracce di Italiano proposte dal 2000 a oggi e 51 versioni di Latino assegnate dal dopoguerra, emerge una mappa precisa degli autori e degli argomenti più ricorrenti nelle prove scritte. Tra i protagonisti assoluti della prima prova spicca il nome di Giuseppe Ungaretti, tra gli autori più frequentemente scelti per l’analisi del testo, mentre sul fronte del Liceo Classico continua a dominare il duello tra due giganti della letteratura latina: Cicerone e Seneca.
Per quanto riguarda le tracce argomentative e di attualità, il tema più presente negli ultimi 25 anni è quello legato alla tecnologia, ai social network e alla trasformazione digitale della società, comparso ben 15 volte. Un’evoluzione che racconta anche i cambiamenti del mondo contemporaneo: si è passati dalle riflessioni sul passaggio “da Gutenberg al libro elettronico” nel 2000, alle prime comunicazioni tramite sms ed e-mail nel 2008, fino alle recenti tracce dedicate all’iperconnessione, all’attesa nell’era di WhatsApp e al ruolo dell’indignazione sui social network.
Sul secondo gradino del podio si collocano le tematiche legate alle guerre del Novecento, ai totalitarismi e alla Guerra Fredda, proposte dodici volte. Terzo posto per gli argomenti riguardanti Costituzione, legalità, mafia e diritti, comparsi undici volte e sempre considerati centrali nella formazione civica degli studenti. La frequenza di questi temi conferma l’attenzione del Ministero verso questioni di forte rilevanza storica, sociale e democratica.
Per gli studenti del Liceo Classico, invece, la statistica parla chiaro. La versione di Latino è stata affidata a Cicerone in ben 17 occasioni, mentre Seneca segue a brevissima distanza con 16 apparizioni. Molto più staccati gli altri autori: Tacito è stato scelto cinque volte, Quintiliano tre e Plinio il Giovane soltanto due. Numeri che confermano come la tradizione della prova di Latino continui a ruotare attorno ai due grandi maestri della prosa latina, diventati negli anni un vero punto di riferimento per generazioni di maturandi.