Ambiente
Dalla parte dei daini
Ipotesi di abbattimento degli animali nel ragusano
Le immagini sono generiche e di repertorio perché di filmati anche amatoriali dei daini in provincia di Ragusa non ce ne sono o quantomeno a noi non risultano. La loro presenza sarebbe comunque documentata, usciti dal Parco forestale di Calaforno ora sarebbero in giro per il territorio ibleo. Nei prossimi giorni vertice al Comune di Ragusa che fa da intermediario tra le associazioni animaliste e la Forestale che da Palermo ha avuto punto l’input per l’abbattimento. Ma quanti sono questi daini? Perché prima di ammazzarli sarebbe d’uopo che l’opinione pubblica avesse contezza di numeri e potenziali rischi con uno studio scientifico. E’ escluso che siano pericolosi per l’uomo al contrario dei cinghiali in numero tra l’altro molto maggiore e documentato. I daini si riproducono lentamente: 8 mesi di gravidanza e la madre che svezza l’unico piccolo dopo un anno e mezzo, anche qua nulla a che vedere con la rapida e incontrollata moltiplicazione dei suini selvatici. Le uniche due motivazioni che vengono in mente per spiegare l’eliminazione di questi gentili e splendidi ungulati sono i danni alle colture agricole e i rischi per la circolazione stradale. Ma sui primi servirebbero cifre rilevanti che non abbiamo, sui secondi vale il principio che guidando velocemente per una strada provinciale buia può capitarci pure un cane di grossa taglia, una mucca o una pecora sfuggite all’allevamento, una volpe eccetera … Ma mica possiamo eliminare ogni essere vivente che inconsapevolmente attraversa una strada, sarebbe una strage folle. Insomma senza nemmeno tirare in ballo il sentimentalismo alla “Bambi” (che era un cerbiatto dalla coda bianca e non un daino) né sposare le tesi ambientaliste più ruvide ed estreme diciamo che il buon senso, salvo smentite, porta a NON condividere allo stato dei fatti l’abbattimento di questi bellissimi, diffidenti, eleganti e innocui cervidi. Citiamo infine un articolo del quotidiano “Il Giornale” di qualche anno fa. Un caso simile prendendo spunto da una sentenza del Consiglio di Stato che respinse il ricorso delle associazioni animaliste, condannando a morte 67 daini che vivevano in libertà nella Pineta di Classe, a Ravenna. Gli animali “si erano spinti troppo verso la statale adriatica e la Provincia” ed erano “pericolosi per la circolazione stradale”. “Certo – scrisse il collega Oscar Grazioli – se stai andando da Forlì a Cervia per mangiare il pesce e ti sbuca un daino mentre guidi ai 100 orari o hai il volume del cd a canna questo ti rovina un po’ l’abbuffata … e allora che si fa, per rimediare? Basta togliere di mezzo i daini”.