Attualità
Decreto Flussi, parla Roccuzzo
Serve mettere mano alle gestione nel paese dei cittadini non comunitari per motivi di lavoro
L’attuale Decreto Flussi a livello nazionale dovrebbe essere rivisto nell’ottica di garantire condizioni dignitose ai cittadini stranieri non comunitari che desiderano entrare in Italia per motivi di lavoro, sottraendo la possibilità a quanti operano nell’illegalità di sfruttarli. Si ritrovano a Ragusa così come nel resto del paese, ai margini della società, senza la possibilità di integrarsi davvero in particolare nei settori edili o agricoli. Si prefigura dunque una seria problematica che deve essere affrontata da qualsiasi Nazione che si definisce civile. A sottolineare questi aspetti, nel corso della due giorni che ha visto a Pozzallo la presenza di attivisti sindacalisti che si sono riuniti nel corso di un forum organizzato sul lavoro e sullo sfruttamento dalla Fillea Cgil, il segretario provinciale della sigla sindacale, Peppe Roccuzzo. Ai nostri microfoni ci ha spiegato come tanti pagano per accedere per poi ritrovarsi poi ad essere irregolari sul territorio. Per la Cgil serve una gestione pubblica che sottragga a quanti agiscono nell’illegalità a discapito di questi lavoratori, permettendo un incontro tra domanda e offerta.
L’appello che è partito da Pozzallo è apparso chiaro: mettere mano alla legge Bossi- Fini che regola l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri: l’auspicio non è quello di aumentare o diminuire il numero di ingressi, ma di regolare e garantire condizioni dignitose che consentano una vera integrazione a quanti hanno i requisiti per accedervi e restare.