Cronaca
Delitto nel centro d’accoglienza oggi incarico per autopsia
Chiarirà l'orrore del colpo con il bilanciere
Un movente ancora indecifrabile e una violenza brutale consumata in una stanza d’alloggio. Entra nella fase medico-legale decisiva l’inchiesta sull’omicidio avvenuto il primo settembre all’interno di un centro di accoglienza per stranieri a Modica, nel Ragusano.
Oggi la Procura della Repubblica di Ragusa conferisce formalmente l’incarico al medico legale Giuseppe Ragazzi per eseguire l’esame autoptico sulla salma del trentenne egiziano, arrivato nella struttura appena la sera prima del delitto.
L’autopsia dovrà chiarire la dinamica esatta dei colpi letali e confermare se il decesso sia stato provocato all’istante dalla violenta frattura alla base cranica. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri la vittima è stata sorpresa e colpita alla testa con un peso da bilanciere da palestra di 11 chili, mentre si trovava riversa sul letto. Il presunto aggressore, un connazionale di 28 anni, è stato notato subito dopo da un operatore della struttura con il busto ancora sporco di sangue
Davanti agli inquirenti, il giovane ha ammesso il gesto con parole sconcertanti: “L’ho ammazzato perché non era bravo”, lasciando aperti molti interrogativi su cosa sia realmente accaduto nella notte tra i due.
Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto del 28enne, assistito dal legale di fiducia, confermando la custodia cautelare in carcere per l’elevata pericolosità sociale e il pericolo di fuga e reiterazione del reato.
Mentre i Carabinieri continuano a scavare nel passato dei due uomini per dare un senso a un delitto tanto feroce, le risposte scientifiche attese dall’autopsia forniranno il primo punto fermo nel quadro probatorio dell’accusa.