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Detenuti morti per overdose? Aperta un’inchiesta

Sindacato di Polizia penitenziaria: "La droga circola in grandi quantitativi in molte strutture"

di valentina di rosa -

In seguito alla morte negli ultimi 15 giorni di due detenuti al carcere di Augusta pare per overdose, è stata aperta un’inchiesta che deve fare luce in primis sull’esatta cause dei decessi e poi sull’eventuale presenza della droga all’interno della struttura detentiva. Tutto questo mentre continuano a ad arrivare appelli da parte dei sindacati di polizia penitenziaria che denunciano difficoltà gestionali da parte del personale che opere nelle carceri e criticità per gli stessi detenuti.

In una recente nota Nello Bongiovanni, dirigente provinciale Unione sindacati di polizia penitenziaria di Siracusa, fa sapere che per la corte di cassazione ha sancito la condotta omissiva colposa di un’Amministrazione penitenziaria per non aver adottato le misure idonee a controllare l’ingresso degli stupefacenti nella struttura e non aver effettuato controlli sanitari. “Nel 2016 – dichiara –  le morti per suicidio sono state 40 e 75 per altre cause per un totale di 115 decessi. Nel 2025 le morti per suicidio sono state 80 e 161 per altre cause per un totale di 241”.

Questi numeri devono invitare alla riflessione. Il mondo sindacale si chiede che si faccia luce sul recente caso e che ci si adoperi per mettere fine a questi fenomeni.

Aldo Di Giacomo, segretario del Sindacato polizia penitenziaria, ha sottolineato che la droga circola in grandi quantitativi. “Nel corso dell’anno – dichiara  – i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo con un mercato della droga evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati, cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti”.