Trapani

Detenuto evade dal carcere e viene ripreso in poche ore

La Uil Polizia Penitenziaria denuncia le criticità della struttura Pietro Cerulli: 570 detenuti a fronte di un organico ridotto e problemi strutturali nel reparto Mediterraneo

di Sergio Randazzo -

È durata poco la fuga di un detenuto dal carcere Pietro Cerulli di Trapani. L’uomo, che secondo le prime informazioni sarebbe straniero, è stato catturato rapidamente grazie all’intervento e al dispiegamento di forze della Polizia penitenziaria. Restano da chiarire i dettagli e le modalità dell’evasione, avvenuta dal reparto Mediterraneo. A riferire l’accaduto è Gioacchino Veneziano, componente dell’Esecutivo nazionale della Uil FP Polizia penitenziaria, che ha sottolineato la prontezza del personale intervenuto per rintracciare il recluso.

La denuncia del sindacato sulle criticità strutturali

Veneziano ha riportato l’attenzione sulle condizioni del reparto Mediterraneo, chiedendone da tempo la chiusura a causa della fatiscenza e delle presunte falle strutturali. Secondo il sindacalista, la documentazione fotografica relativa alle criticità sarebbe stata consegnata anche al vicecapo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Massimo Parisi.

Organico ridotto rispetto al numero dei detenuti

La Uil segnala inoltre una situazione di forte squilibrio tra la popolazione detenuta e il personale disponibile. Il carcere, nato con una capienza di 358 posti e successivamente ampliato fino a 555, ospiterebbe attualmente 570 detenuti. A fronte di un organico complessivo di circa 220 unità, 27 operatori sarebbero impegnati nel Nucleo traduzioni e piantonamento e altri 80 negli uffici. Secondo i dati forniti dal sindacato, resterebbero così circa 90 agenti per garantire la vigilanza sui detenuti nell’arco delle 24 ore. Per la Uil, l’evasione riporta al centro il tema della sicurezza negli istituti penitenziari, tra carenze di personale, sovraffollamento e problemi infrastrutturali.