Trapani

Direttrice Poste truffava anziani clienti, sequestrati beni per 800mila euro

Guardia di Finanza di Trapani: sequestro da 800 mila euro per presunta truffa ai danni di anziani risparmiatori

di Sergio Randazzo -

I finanzieri del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni per equivalente pari a 800 mila euro, disposto dal gip nell’ambito di un’inchiesta su una presunta truffa ai danni di anziani clienti di un ufficio postale della provincia. Al centro delle indagini un’ex direttrice, già licenziata, ritenuta dagli inquirenti la principale indagata. Coinvolte anche altre quattro persone, tutte a lei vicine, che avrebbero beneficiato delle somme sottratte. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, truffa, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

L’indagine partita dalla denuncia di un pensionato

L’attività investigativa del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Trapani, coordinata dalla Procura della Repubblica, è scattata dopo la denuncia di un anziano risparmiatore che aveva riscontrato un ammanco sul proprio libretto postale. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire un sistema basato su anomali prelievi di contante, effettuati contestualmente a operazioni di disinvestimento di titoli e successivo reinvestimento eseguite nello stesso ufficio postale.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbero emersi ulteriori episodi analoghi ai danni di ignari risparmiatori, in prevalenza persone anziane o in condizioni di fragilità, che avevano smobilizzato buoni fruttiferi postali anche per importi rilevanti. Le vittime sarebbero state convinte a sottoscrivere nuovi titoli, prospettati come più vantaggiosi, ricevendo però modulistica che – stando all’ipotesi investigativa – non corrispondeva agli investimenti effettivamente effettuati.

I flussi di denaro e il sequestro

L’analisi dei flussi finanziari avrebbe permesso di accertare che le somme sottratte sarebbero state in larga parte destinate a spese personali e voluttuarie, oltre che al finanziamento di un’attività economica riconducibile all’ex direttrice.

Parte del denaro, secondo gli inquirenti, sarebbe stata utilizzata anche per il pagamento, tramite bonifici, di fatture relative a interventi edilizi di manutenzione straordinaria su immobili nella disponibilità di alcuni degli indagati, che avevano beneficiato del “bonus facciate”. Il gip ha quindi disposto il sequestro per equivalente fino alla concorrenza di 800 mila euro, somma ritenuta profitto dei reati contestati.