Attualità
Divise al ‘Mazzini Gallo’ si passa alle vie legali
Nell’occhio del ciclone la decisione del Consiglio d’Istituto di adottare per l’anno scolastico 2025/2026 le uniformi pena l’impossibilità di frequentare. E i genitori pensano di rivolgersi ai legali
Non si placa lo scontro tra i genitori e la dirigente della scuola Mazzini Gallo in merito alla decisione di adottare, pena l’impossibilità di frequentare, le divise scolastiche per tutte le attività didattiche e di rappresentanza.
Una decisione presa lo scorso anno all’unanimità dal Consiglio di Istituto, composto anche dai rappresentanti dei genitori, e già comunicata alle famiglie. Una decisione motivata, come la stessa preside ha scritto nelle varie circolari indirizzate a genitori ed alunni “da motivazioni pedagogiche e sociali.
L’ uniforme scolastica – scrive la dirigente Enrica Marano nella circolare destinata a genitori ed alunni – sicuramente crea un ambiente più sicuro, ma soprattutto è un simbolo di appartenenza e di uguaglianza, riduce le disparità sociali e promuove il senso di comunità.”
E così mentre la dirigente si dice dispiaciuta e meravigliata ma senza arretrare di un passo i genitori si organizzano e qualcuno già pensa di rivolgersi ai legali. E se da un lato la città si divide ad intervenire è anche la politica.
Ieri, primo a scendere in campo il consigliere della Lega Cosimo Oteri, che aveva chiesto l’intervento del sindaco e dell’assessore con delega ai rapporti con le scuole Liana Cannata, oggi a pronunciarsi la consigliera di Forza Italia Cettina Buoncore. “Critiche sui costi e sull’espressione individuale sono comprensibili, ma superabili: la creatività può esprimersi in mille altri modi – scrive – La scelta della dirigente Marano è un atto di coraggio pedagogico e sociale, che privilegia equità, comunità e responsabilità. In una società dove le disuguaglianze sono sempre più visibili, la divisa non reprime: libera”.