Palermo

Domani a Partinico l’addio a Rosy e al figlio Vincenzo: sequestrata la cisterna-trappola

La magistratura ha dissequestrato e restituito le salme ai familiari senza disporre l'autopsia, poiché la dinamica dell'asfissia è apparsa drammaticamente chiara fin dai primi accerta

di Pinella Rendo -

Partinico si stringe in un silenzio colmo di incredulità attorno alla famiglia Troia. Domani si terrà l’addio solenne a madre e figlio, dopo che la Procura ha deciso di non effettuare la procedura autoptica e ha restituito le salme per consentire la celebrazione dei funerali che si terranno domani alle 11, nella chiesa del Santissimo Salvatore.

Mentre l’intera città si appresta a vivere la giornata del lutto cittadino, la zona dell’incidente resta sotto la lente degli inquirenti. I sigilli dei carabinieri e dei Vigili del Fuoco sono stati posti alla cisterna della cantina nell’abitazione di via Perosi, il luogo che lunedì mattina si è trasformato in una tragica tomba per la trentasettenne Rosy e per il giovane Vincenzo.

La vicenda trae origine da un’operazione di routine legata alle attività agricole di famiglia. La cisterna, un tempo usata per lo stoccaggio del vino e successivamente adibita a deposito, custodiva al suo interno le reti impiegate per la raccolta delle olive.

Lunedì mattina il ventunenne Vincenzo Troia è sceso per primo nella cisterna per recuperare le attrezzature. All’interno si era però creato un ambiente saturato di anidride carbonica, scaturito dalla lenta decomposizione dei residui organici rimasti attaccati alle reti dopo la campagna di raccolta precedente e lasciati chiusi nel serbatoio per circa un anno.

Senza che vi fosse alcun odore forte o un segnale di allarme visibile, il gas privo di ossigeno ha provocato l’immediato svenimento del giovane.

Rosalia La Manna, non vedendo riemergere il figlio, si è subito calata nel serbatoio nel tentativo disperato di portargli soccorso. Un gesto d’amore e d’impulso che si è rivelato letale: sopraffatta dalle medesime esalazioni tossiche in pochissimi secondi, anche la donna ha perso conoscenza senza riuscire a chiedere aiuto.

All’arrivo dei soccorritori e dei tecnici del nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco, per i due congiunti non c’era purtroppo più nulla da fare. Le salme, recuperate e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state poi restituite ai parenti per la sepoltura, lasciando un vuoto incolmabile in una famiglia che solo pochi mesi fa aveva celebrato la nascita del primo figlio di Vincenzo.