Attualità
“Donare per Vivere”: i dati della solidarietà negli Iblei
Un territorio che si conferma un modello virtuoso per la donazione di sangue, ma che adesso è chiamato a compiere un ulteriore passo in avanti sul fronte della donazione degli organi. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno pubblico "Donare per Vivere" svoltosi sabato pomeriggio nell'Atrio Comunale di Modica
Dalla storia di un elicottero che ha attraversato l’Italia nella notte per trasportare un piccolo organo salvavita, alle sfide quotidiane per abbattere i muri della paura e della disinformazione. È stato un racconto corale quello che sabato pomeriggio ha animato l’Atrio Comunale di Modica, in occasione del convegno “Donare per Vivere: Prospettive e Responsabilità”. Un evento che ha unito istituzioni, sanità, scuola e terzo settore per stringere una rete territoriale stabile e capillare.
Il territorio ragusano si conferma un esempio di straordinaria generosità: i dati ufficiali parlano di ben 143 donazioni di sangue ogni mille residenti nel 2025, quasi il triplo rispetto alla media nazionale. Ma se sul sangue il primato è consolidato, la nuova sfida si sposta ora sulla donazione di organi, tessuti e midollo, dove la Sicilia sconta ancora un forte divario rispetto al resto d’Italia.
L’incontro, moderato dalla dottoressa Letizia Frasca, ha visto la partecipazione dei vertici dell’Asp di Ragusa, dell’Ufficio Scolastico e dei rappresentanti di Admo, Aido, Ail e Atcom. Proprio dal mondo dell’associazionismo e delle istituzioni sanitarie è emersa la volontà di non lasciare questo convegno come un fatto isolato: da settembre partirà infatti una campagna promozionale strutturata nelle scuole e nelle piazze.
Donare significa assumersi una responsabilità concreta verso gli altri. Per questo è fondamentale costruire un percorso condiviso che coinvolga associazioni, istituzioni e scuola.
Ad arricchire il dibattito sono state le relazioni tecnico-scientifiche. Tra i passaggi chiave, l’analisi antropologica sul valore sociale del “dono agli sconosciuti”, inteso come pilastro delle relazioni umane e della fiducia nelle istituzioni.
A suggellare l’incontro, le testimonianze dirette di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza del trapianto e della donazione, oltre al racconto di una iscritta Aido e del presidente provinciale dell’associazione, uniti nel ribadire che ogni scelta consapevole può trasformare una dolorosa perdita in una nuova, straordinaria possibilità di vita.