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E’ pace tra la Dc e Schifani ma i democristiani chiedono due assessorati
Torna il sereno anche con la Lega
Per una Dc che rientra, c’è un’Udc che batte i pugni sul tavolo. Ai tempi del presidente Schifani gli equilibri politici siciliani ballano ancora attorno al ritmo della vecchia Balena bianca. La politica siciliana fluttua, si ricompone, si scompone. E prova a ritrovare un baricentro. Democristiano
Primo step: A Palazzo d’Orléans va in scena il disgelo tra il governatore e la Democrazia cristiana. Dopo l’esclusione legata alla bufera giudiziaria che ha travolto Totò Cuffaro, arriva l’incontro – franco e distensivo con i vertici centristi. Il rientro in giunta è più vicino. Resta il nodo delle deleghe: la Dc chiede due assessorati, Schifani sarebbe orientato a concederne uno. Tra i nomi in pole Ignazio Abbate. Un riavvicinamento che rafforza la maggioranza in vista dei prossimi passaggi delicati all’Ars.
Secondo Se la Dc si riavvicina, c’è l’Udc che chiede spazio e riconoscimento nella coalizione. Dopo l’esclusione da alcuni tavoli, Decio Terrana parla di collaborazione possibile, ma solo se la volontà è reciproca. Segnale che nel centrodestra le geometrie sono ancora mobili.
E intanto si chiude anche il caso Tardino. Dopo mesi di tensioni tra Regione e Ministero delle Infrastrutture, Schifani dà il via libera alla nomina di Annalisa Tardino alla guida dell’Autorità portuale della Sicilia occidentale. Pace fatta con la Lega e con Salvini, ricorso al Tar superato, partita archiviata. E il leader della Lega ricambia, proponendo lo Schifani Bis alle elezioni 2027.