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Emergenza “fumarole”: a Scoglitti il modello “Riciclo Verde” per salvare l’aria
Con l'arrivo del caldo estivo torna a farsi sentire, pesante, l'odioso fenomeno delle "fumarole". I roghi tossici di plastica e scarti vegetali che troppo spesso soffocano le zone serricole del nostro territorio. Una risposta concreta per spezzare questa pratica illegale arriva da contrada Perciata, a Scoglitti, dove il centro "Riciclo Verde" traccia un bilancio sulla gestione in sicurezza dei residui agricoli.
Giugno, scatta il caldo e con l’estate si ripresenta puntuale una delle piaghe più odiate e nocive per il nostro territorio: il fenomeno delle fumarole. Smaltire illegalmente i residui delle serre appiccando il fuoco è una pratica ancora troppo estesa, che appesta l’aria e danneggia la salute pubblica. Proprio per contrastare questa emergenza, fari puntati sulle attività del centro “Riciclo Verde” in contrada Perciata, la struttura nata per gestire in legalità e sicurezza gli sfalci e i residui vegetali della fascia trasformata.
I numeri dicono che l’alternativa pulita esiste: sono già circa cento le aziende agricole che hanno aderito al sistema, per una superficie totale che supera i mille ettari. Fino ad oggi il centro ha intercettato e gestito ben 15.000 metri cubi di scarti esclusivamente organici.
Nessun allarme ambientale per il sito, precisa il Libero Consorzio Comunale di Ragusa: i 15.000 metri cubi di materiale vegetale attualmente accumulati sono costantemente monitorati. Anzi, per prevenire i rischi di incendio legati alle alte temperature di queste settimane, è già scattato un piano di riduzione volumetrica sul posto. I viali tagliafuoco e la trinciatura della fratta sono stati ultimati lo scorso 30 maggio. Una volta lavorati, questi scarti non alimenteranno roghi tossici, ma diventeranno ammendante per rigenerare i suoli, in piena ottica di economia circolare.
Mentre si lavora all’ampliamento degli spazi attigui, gli uffici stanno definendo la procedura pubblica per affidare il servizio a operatori qualificati. L’obiettivo resta uno solo: stringere le maglie del controllo e offrire ai produttori una via d’uscita per sradicare definitivamente la vergogna delle fumarole