Attualità

Emergenza idrica, mobilitazione istituzionale

ANAFePC chiama a raccolta 11 sindaci dell'isola per una mobilitazione di massa: richiesti Consigli comunali aperti ai cittadini per sbloccare i fondi nazionali

di Pinella Rendo -

La crisi idrica che sta mettendo in ginocchio l’Italia non è più un’emergenza temporanea, ma il sintomo di un collasso infrastrutturale che parte dal Po e arriva fino alla Sicilia. Di fronte a reti colabrodo, grandi opere incompiute e una gestione della risorsa idrica frammentata, l’ANAFePC (Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura, del Sociale e del Lavoro) ha deciso di avviare una massiccia seconda fase di mobilitazione istituzionale. Dopo gli esposti presentati alle nove Procure della Repubblica siciliane, l’associazione ha inviato una richiesta urgente ai sindaci e ai presidenti del Consiglio comunale di 11 comuni chiave dell’isola: Agrigento, Sciacca, Canicattì, Racalmuto, Licata,Caltanissetta, Gela, Enna, Piazza Armerina, Termini Imerese e Caltagirone, per convocare Consigli comunali straordinari e aperti alla cittadinanza per fare fronte comune contro l’immobilismo politico. Qui non si tratta solo del cambiamento climatico come unico colpevole del disastro. I dati e le analisi sul campo dimostrano che la carenza d’acqua è legata a doppio filo a criticità gestionali e strutturali. Se in Sicilia le condotte disperdono percentuali drammatiche di risorsa idrica prima che arrivi nelle case e nei campi, al Nord la situazione del fiume Po non è migliore. L’iniziativa punta a utilizzare l’articolo 50 del D.Lgs. 267/2000 per aprire le porte delle aule consiliari ad agricoltori, associazioni di categoria e semplici cittadini, i soggetti che quotidianamente subiscono i danni economici e sociali della crisi.

I Consigli comunali aperti non avranno solo un valore simbolico. L’obiettivo finale è la stesura e l’approvazione di un documento congiunto e ufficiale, sottoscritto dagli 11 sindaci dei territori coinvolti, da recapitare direttamente a Palazzo d’Orléans e a Palazzo Chigi.

I Consigli comunali aperti rappresentano lo strumento democratico più idoneo per raccogliere le esigenze dei territori, dichiara il Presidente di ANAFePC, Calogero Coniglio. “Solo un atto ufficiale, sottoscritto da undici importanti Comuni siciliani, potrà avere la forza politica e istituzionale necessaria per ottenere i fondi e far partire i lavori”.