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Emergenza idrica: piano da 1,18 miliardi per la Sicilia

Un piano di interventi da oltre un miliardo e 180 milioni di euro per ammodernare le reti idriche della provincia di Siracusa e contrastare la dispersione d'acqua. I finanziamenti interesseranno otto comuni del territorio pronti a far partire i cantieri per la sostituzione di condotte e acquedotti obsoleti, a cui si aggiungono i lavori alla diga di Lentini.

di Chiara Scucces -

Un piano imponente da oltre un miliardo e 180 milioni di euro per ammodernare e mettere in sicurezza le infrastrutture idriche della Sicilia. Con i primi 894 milioni di euro già stanziati dal Ministero delle Infrastrutture, l’obiettivo è aggredire finalmente il problema delle perdite di rete e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nell’isola. Tra i territori maggiormente interessati spicca la provincia di Siracusa. Da Siracusa città ad Augusta, passando per Priolo, Avola, Noto, Pachino, Lentini e Sortino: sono otto i comuni pronti a far partire i lavori. Nel capoluogo si interverrà sulle condotte di via Mosco e via Trapani; ad Avola riflettori accesi sulla sorgente Miranda, mentre a Lentini, oltre alla rete cittadina, si punta alla manutenzione della diga. Un piano atteso da tempo che mira a ridurre drasticamente la dispersione d’acqua, un servizio essenziale non solo per i cittadini ma anche per il comparto agricolo e industriale, come sottolinea il parlamentare siracusano di Fratelli d’Italia, Luca Cannata. “Un investimento storico che dimostra l’attenzione del Governo verso la Sicilia”, dichiara il vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che avverte: “Ora spetta ad ATI e gestori accelerare sulla progettazione per non perdere nessuna opportunità in futuro”. La sfida ora si sposta sulla capacità di spesa e sulla rapidità dei cantieri. La palla passa ai Comuni e ai gestori del servizio, chiamati a tradurre i finanziamenti in opere concrete per mettere in sicurezza l’approvvigionamento idrico del territorio.